Uno scorcio di Abano Terme - Foto di Marika Bortolami (CC BY 2.0)
Uno scorcio di Abano Terme - Foto di Marika Bortolami (CC BY 2.0)

Abano e Montegrotto fusi in un unico comune?

Venezia – Potrebbero arrivare ad una fusione i comuni di Abano e Montegrotto, i due più importanti centri dell’area termale euganea, che hanno tanti punti in comune a cominciare da uno sviluppo urbanistico che ormai fa di essi un unico agglomerato. Il progetto è salutato con favore dal mondo politico e amministrativo, ed il primo commento arriva dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Sergio Berlato e Massimiliano Barison.

“La proposta – commentano – è molto interessante perché avvia un processo di partecipazione popolare che intende coinvolgere gli stakeholder dei due comuni per verificare l’interesse per la fusione,  per poi procedere, in caso di esito positivo, con l’iter previsto dalla Regione per arrivare all’indizione del referendum consultivo. Un progetto ambizioso e lungimirante, al quale non si possono sottrarre le istituzioni a partire da quelle locali, che  consideriamo positivo per la comunità e l’economia del bacino termale euganeo, e per questo, nel ruolo di consiglieri regionali, lo  sosteniamo garantendo collaborazione e supporto”.

“L’iniziativa legislativa per la fusione di comuni – ricordano Berlato e Barison – può spettare ai comuni interessati, ad un consigliere regionale, oppure ai cittadini, attraverso la presentazione del progetto sottoscritto da almeno settemila  firme. Le fusioni avvengono con legge regionale e prevedono quale strumento consultivo del territorio coinvolto il referendum, indetto a seguito del giudizio di meritevolezza espresso sul progetto dal consiglio regionale. Il percorso di fusione tra Abano e Montegrotto, avviato su iniziativa popolare e annunciato di recente dal comitato pro fusione, sarebbe il primo in Veneto e diventerebbe un nuovo interessante modello a livello regionale”.

Tra i vantaggi che la fusione porterebbe ci sarebbe soprattutto il superamento della competizione tra comuni vicini a favore di una sfida che si porterebbe su area vasta, si farebbe squadra insomma. I punti di forza sarebbero la dimensione del nuovo comune, che supererebbe i 30 mila abitanti, i trasferimenti statali e regionali, l’eliminazione di molti vincoli su assunzioni e spesa e le prerogative previste per la partecipazione ai bandi regionali.

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