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Vicenza, la parola ai candidati. Otello Dalla Rosa

Vicenza – “Bisogna considerare che l’area urbana di Vicenza non comprende ormai solo la città, il suo territorio comunale, ma anche i comuni limitrofi, quindi parliamo di oltre 220 mila abitanti inseriti in una situazione complessa, nella quale serve una sorta di direttore generale della mobilità, che coordini i vari enti locali interessati e metta insieme diverse competenze, per gestire al meglio il traffico e fluidificarlo”. Così il candidato sindaco di Vicenza per il centrosinistra, Otello Dalla Rosa, ha detto in più occasioni, presentando i suoi progetti per la città in tema di mobilità.

E’ un approccio pragmatico e concreto il suo, e per altro merita di essere segnalata anche la sua abitudine di parlare chiaro ed in modo sintetico, niente dunque che ricordi i vezzi, o i vizi, della politica più tradizionale. Comunque iniziamo con lui una serie di interviste ai candidati sindaco della città, alle elezioni del 10 giugno, per una carrellata su vari temi che racconti il personaggio e spieghi cosa intende fare se sarà eletto sindaco. Le prime domande che abbiamo rivolto a Dalla Rosa riguardano ancora la mobilità a Vicenza, e la prima è su un tema piuttosto controverso…

Cosa pensa del progetto per il passaggio della Tav da Vicenza?

Il progetto Tav ha avuto l’approvazione del consiglio comunale, con 33 osservazioni che ne attenuavano l’impatto sui quartieri. Io sono dell’avviso che si debba ancora lavorarci, affinché i quartieri ne soffrano il meno possibile, ma ritengo che il trasporto su ferro sia preferibile a quello su gomma. Quelle ferroviarie insomma opere insomma che modernizzano il paese, purché siano fatte bene, nei tempi giusti e senza colate di cemento inutili.

Tra le opere contigue al progetto Tav a Vicenza c’è la linea del filobus…

Il filobus è certamente un’opera straordinaria sul piano della mobilità cittadina. Vuol dire avere un bus elettrico su corsia dedicata che attraversa da est a ovest la città. E’ una cosa estremamente importante, in grado di darci mobilità semplice e veloce, che può consentire, con un cambio al massimo, di raggiungere ogni parte della città.

Cambiamo argomento. Quali sono i vostri progetti in campo sociale?

Intanto voglio ricordare che Vicenza non ha mai fatto passi indietro sul sociale. Nonostante i significativi tagli nei finanziamenti pubblici, superiori ai 17 milioni di euro, la spesa della città si è mantenuta stabile sui 12 milioni di euro, negli ultimi anni. E questo è il punto che va difeso, ovvero mantenere alta l’attenzione sul sociale. Detto questo, alcuni settori devono vederci più incisivi. Penso alle esigenze delle persone con disabilità, alla eliminazione delle barriere architettoniche, ma anche al loro inserimento lavorativo. C’è anche un’evoluzione importante da perseguire, quella che riguarda le così dette fragilità, per le quali non ci deve essere più un approccio generalizzato, ma personalizzato. Se c’è un problema che riguarda una famiglia, non bisogna seguire tecniche standard ma usare modelli da adattare caso per caso. Una personalizzazione del sociale quindi, che secondo me è una chiave fondamentale per il futuro.

E per i giovani cosa avete in cantiere?

Per i giovani abbiamo cantiere tante cose, a partire dal raddoppio dell’università, per offrite maggiori opportunità di studio e di lavoro. Pensiamo anche ad un forte investimento in attività di orientamento scolastico per i più giovani e proseguiremo con la messa a disposizione di spazi per le attività giovanili, come è avvenuto per Porto Burci. Non mancherà il sostegno alle manifestazioni, come avviene per i concerti rock dell’estate. Pensiamo anche di estendere ad altre parti della città esperienze come quella di San Pio X, con l’Aster Tre, dove ci sono i doposcuola che hanno scopo formativo ma anche di prevenzione del disagio giovanile.

Sul fronte immigrazione? Il candidato del centrodestra parla di sopprimere il Consiglio degli stranieri…

Mi sembra il classico buttar via il bambino con l’acqua sporca… Il Consiglio degli stranieri era nato per dare una rappresentanza a chi non ne aveva. Si dice che abbia funzione male, ebbene, dico io, cerchiamo di farlo funzionare meglio. C’è stato un lavoro iniziale importante, di discussione, di definizione di regolamenti, di selezione dei gruppi. poi non ha funzionato, forse per vari motivi: un po’ perché le comunità straniere si sono divise, un po’ perché andava supportato di più. Ma l’idea e giusta, e non può essere accantonata perché si è fatto qualche sbaglio che si può correggere. La proposta di eliminarlo, in buona sostanza, mi sembra strumentale.

L’amministrazione Variati ha offerto ai migranti la possibilità di fare lavori socialmente utili…

E’ una scelta che condivido e continueremo su questa strada. Il tema riguarda i richiedenti asilo, e vanno percorse due strade, che riguardano la fase ante sentenza e quella post sentenza. Nella prima bisogna operare per evitare le concentrazioni di richiedenti asili in un unico luogo, e fare convenzioni perché più o meno tutti i richiedenti lavorino ed abbiano dei percorsi di inserimento. Quanto alla fase post sentenza, chi non ha diritto a restare deve essere rimpatriato, mentre chi ha diritto può essere avviato, per esempio attraverso i centri Spra, a percorsi di formazione lavoro che di solito si concludono con successo.

E sul fronte della cultura? Si può creare reddito con essa?

Abbiamo lanciato al candidatura di Vicenza a Capitale della cultura 20022 proprio perché pensiamo che la cultura sia una leva fondamentale non solo per generare nuova cultura, che non fa mai male, ma anche perché può creare flussi economici importanti, legati al turismo, alle pubblicazioni… Sì, con la cultura si può fare economia.

E poi bisognerebbe anche avvicinare i più giovani alla cultura…

Sì, si dovrebbe fare di più in questo senso. Ci sono iniziative avviate e che possono essere incrementate. C’è un associazione ad esempio che si occupa di portare i bambini ai musei, facendo un lavoro egregio e avvicinando i più piccoli all’arte ed alla cultura. Si può fare anche di più, e penso all’avvio al teatro attraverso progetti misti tra associazioni e scuole, cosa nella quale credo molto e sulla quale certamente ci impegneremo.

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