Breaking News
Leonardo Bano
Leonardo Bano

Vicenza, la parola ai candidati. Leonardo Bano

Vicenza – Ultimo appuntamento della nostra carrellata di interviste ai candidati sindaco di Vicenza. E’ la volta di Leonardo Bano, esponente della lista No privilegi politici, movimento presente già da svariati anni sulla scena nella nostra città. Di professione vigile del fuoco, 47 anni, Bano dimostra molta sensibilità soprattutto verso i temi sociali e per la salvaguardia del territorio. E’ anche molto preciso, tanto che iniziando la conversazione gli abbiamo chiesto subito il suo pensiero riguarda alla Tav. Ci ha tenuto invece a distinguere, per altro giustamente, tra Alta velocità ferroviaria ed Alta capacità ferroviara.

Come è noto infatti è quest’ultima a riguardare Vicenza, dato che di alta velocità qui non si potrà proprio parlare, essendo così vicina la nostra città sia a Verona che a Padova, dove sono invece previste le fermate Tav vere e proprie. In altre parole se il Tav fermasse anche a Vicenza (potrà farlo al massimo in qualche corsa) la velocità del collegamento sarebbe tutt’altro che alta. E’ possibile invece dotare la tratta vicentina della Alta capacità ferroviaria, realizzando la nuova linea, che si aggiungerebbe a quella esistente e che avrebbe caratteristiche che consentirebbero il transito di un più alto numero di treni, di ogni tipo, compresi quelli ad alta velocità…

Si tratta di un opera molto impattante – ci ha risposto Bano – , nella quale si prevede un raddoppio della linea ferroviaria che impone la realizzazione di otto metri di strada di servizio, sia a destra che a sinistra dei nuovi binari, più una paratia alta nove metri, per proteggere dal rumore e dalle vibrazioni. Un serpentone invadente che attraverserà Vicenza, e le case che non verranno abbattute lungo il tragitto saranno oscurate dalla paratia. E tutto questo perché? Per far passare i treni merci? Che beneficio porta l’opera? Ci vorranno anni di lavori e di disagi per i vicentini, nei quali la città verrà sventrata. Per quanto riguarda noi vorremmo chiedere a loro, ai cittadini, attraverso un referendum, anche perché nel nostro Dna c’è la democrazia diretta…

Sempre in campo urbanistico, cosa pensate degli altri grandi progetti?

Quei progetti di cui si parla da molti anni e che non sono stati ancora realizzati, come la bretella sulla strada Pasubio ed il prolungamento di via Aldo Moro, devono essere completati. Per altri progetti, specialmente quelli di portata maggiore, per fare un esempio si può pensare la superstrada Pedemontana, secondo noi devono essere sempre sottoposti al giudizio dei cittadini. Torno a dire che la strada maestra è la democrazia diretta, supportata da sportelli di ascolto del cittadino, dal ripristino di tutte le Circoscrizioni di Vicenza, senza obbligo di carica politica, e dalla collaborazione con le varie associazioni di volontariato attivo per il miglioramento dei quartieri.

Cambiamo argomento. Il tormentone della campagna elettorale è la sicurezza…

Sì, è vero, anche noi riteniamo che il problema sia importante e vada affrontato. Tutti prendono di mira i migranti ed i nomadi, ma ad esempio la questione immigrazione è stata gestita male, con una accoglienza diffusa. Noi intendiamo fare, su questo fronte, una accoglienza programmata, con un censimento di tutti gli alloggi popolari liberi, e pianificare una accoglienza ragionevole e dignitosa con le associazioni di volontariato. Sicuramente non si può stipare tante persone in un albergo e poi abbandonarle a  sé stesse, come è stato fatto. Bisogna invece, con chi lo vuole, inziare un percorso di integrazione, insegnare il codice civile, gli usi e costumi italiani, la lingua. Programmare un periodo che può essere tra i sei e i dodici mesi, dopodiché chi vuole integrarsi e lavorare può restare, gli altri dovranno andarsene. Anche la sicurezza, con questa gestione aumenterebbe, perché chi è integrato non va a spacciare droga a Campo Marzo o a rubare…

E per quanto riguarda i nomadi, i campi nomadi in particolare?

A Vicenza c’è una anomalia. La legge prevede che i nomadi possano stazionare su un territorio comunale per 48 ore. Qui invece i campi sono fissi. Perché? I nomadi devono scegliere se continuare secondo lo stile di vita nomade, ed allora non possono stazionare in modo fisso in città. Se desiderano invece restare debbono seguire le legge vigenti per tutti i cittadini italiani.

Ok, parliamo di politiche sociali. Come vi muovereste in questo campo?

In campo sociale Vicenza è un disastro. Bisogna riprendere in mano tutto, cominciando con il riorganizzare le case popolari. Poi bisogna coinvolgere le associazioni di volontariato, la Caritas, la Curia, la Croce Rossa, riorganizzare in modo serio l’Albergo cittadino. Bisogna anche superare l’assistenzialismo a pioggia e fornire invece una assistenza programmata. E poi è grave che non ci siano strutture adeguate per i disabili a Vicenza. Insomma le cose da fare sono molte, e noi cominceremmo con l’apertura di uno sportello di ascolto per raccogliere le richieste dei cittadini

Veniamo alla questione mobilità. Come fluidificare il traffico di Vicenza?

Una volta sistemata la viabilità periferica, bisogna riorganizzare il traffico nelle aree più centrali. Fino ad ora non c’è stata programmazione e c’è stata invece immobilità a fronte di un aumento del numero di vetture in circolazione. Bisogna ripensare in toto dunque la mobilità cittadina, compreso il trasporto pubblico che fa registrare troppi autobus che percorrono vuoti o quasi le tratte cittadine

Del progetto filobus cosa pensa?

Che incasinerà ancora di più la città, perché  non è stato programmato con le piste ciclabili. Inoltre prevede un percorso obbligatorio del filobus, e questo creerà problemi alle auto, ai camion, agli autobus turistici, perché le carreggiate sono state ristrette. E’ stato progetto come opera complementare alla Alta capacità ferroviaria ma è inutile e sorpassato. Meglio gli autobus elettrici che possono muoversi più liberamente con le corsie preferenziali

Concludiamo con la cultura…

L’attuale amministrazione comunale di Vicenza ha fatto poco in campo culturale. Si è limitata, in buona sostanza, solo alle mostre di Marco Goldin. C’è da fare ben altro ed in tutti i campo del sapere, dell’arte, e bisogna farlo senza improvvisazione. Ci vuole una programmazione serie che può richiedere anche degli anni. E poi bisogna valorizzare il nostro patrimonio: abbiano una ventina di palazzi storici ed un patrimonio monumentale invidiabile. Vicenza dunque può e deve attrarre turismo culturale, proporsi come una città d’arte, e bisogna in questo senso anche cominciare ad avere rapporti con le città limitrofe, soprattutto Verona e Venezia, per passare da un turismo mordi e fuggi alla programmazione di pacchetti che prevedano trasporto, visite guidate, pernottamenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *