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Franca Equizi

Vicenza, la parola ai candidati. Franca Equizi

Vicenza – Solo pochi giorni ci separano dal voto del 10 giugno per il rinnovo di molte amministrazioni comunali in Italia. Nel nostro territorio, a farla da padrone è il capoluogo, Vicenza, anche se non è l’unico comune che va alle urne. Un appuntamento elettorale, quello della città berica, del quale parliamo da tempo, mentre del voto negli altri comuni della nostra provincia interessati parleremo presto. Certo è comunque che il rinnovo dell’amministrazione cittadina domina la scena. Come molti certo sapranno i candidati sindaco a Vicenza sono sei e, da parte nostra, presentiamo ciascuno di loro, in dettaglio, in una intervista. A tre di essi abbiamo già dato la parola. Ora tocca al quarto candidato, che è Franca Equizi, della confederazione Grande Nord. Ecco la conversazione che ne è scaturita. La signora, come si suol dire, non ha peli sulla lingua…

Se fosse eletta, quali sarebbero le sue priorità per Vicenza?

Vicenza, dopo un ventennio di sfacelo, ha bisogno di essere risollevata. Sono tante quindi le urgenze da affrontare per la città e comincierei con la salvaguardia del territorio. Quindi stop alla Tav, al Parco della Pace, alla bretella e alla bretellina alla strada statale Pasubio. Poi c’è da affrontare il grave problema del sociale, con una povertà mai così diffusa come in questo periodo, senza parlare dell’emergenza rappresentata dall’inquinamento atmosferico…

Non ha citato la sicurezza, tormentone invece degli altri candidati…

La sicurezza è da tempo comunque, un problema molto serio per Vicenza. Ricordo che lo era già durante l’amministrazione Hüllweck. Noi crediamo che la situazione sia drammatica, con una città che è preda di spacciatori, prostituzione, forse anche di mafie di altri paesi, magari albanesi o nigeriane, non so…. Bisogna intervenire insomma, e mi piace dire che se fossi eletta sarei un sindaco sceriffo. I vigili ad esempio devono stare in strada, presidiare la situazione, e chi delinque deve essere allontanato, magari con i daspo, che invece non sono mai stati usati. Poi c’è la questione dei nomadi, che si trascina da decenni e che deve invece essere affrontata con risolutezza.

Parliamo di inquinamento atmosferico…

Per cominciare, bisogna subito sgomberare il campo dai luoghi comuni: l’inquinamento atmosferico deriva solo per il 17 o 19 % dal traffico dei veicoli. Quando sono stata consigliere comunale, negli anni di Hüllweck, mi sono battuta per un decennio affinché ci fosse una centralina di rilevamento delle emissioni inquinanti nella zona industriale. Per un motivo o per l’altro però, non si è mai riusciti a capire quanto quella zona di Vicenza inquinasse l’aria. In relazione al traffico invece mi pare che l’aver istituito tanti sensi unici in città abbia costretto le auto a fare ampi giri per il centro storico e questo ha fatto salire ulteriormente lo smog. Infine, pensiamo anche a quanti alberi sono stati tagliati negli anni, con grave danno per la qualità dell’aria in città. Gli alberi invece devono essere piantati di nuovo, molti, ed autoctoni.

Quale’è il suo pensiero sulle così dette grandi opere?

Prima si è fatto di tutto per accontentare i costruttori, poi sono state fatte le lottizzazioni senza fare un piano della viabilità, e per fortuna la crisi economica ne ha bloccate tante. Penso a Laghetto, dove si volevano portare migliaia di nuovi abitanti con la viabilità esistente che è sempre intasata. Non c’è stata lungimiranza insomma, ma la volontà di obbedire ai poteri forti. E questo vale anche e soprattutto per la Tav, che non serve perché non c’è un bacino d’utenza sufficiente. La fermata a Vicenza, ad esempio, probabilmente non ci sarà, dato che se l’alta velocità continuasse a fermarsi diventerebbe una bassa velocità. Insomma, la città sarà devastata e spaccata in due del tutto inutilmente. Tra l’altro sarebbe anche molto difficile interrare l’opera poiché Vicenza si trova posta su una grande bolla d’acqua, la più grande d’Europa. Siamo contrari anche alla bretella della strada Pasubio, perché quando aprirà la Pedemontana sarà un doppione. Una bretella che attraverserà tutta l’area di Maddalene, passando addirittura sopra le risorgive, e questo per avere un nuovo accesso alla base americana, che per altro non ne ha bisogno.

E per quanto riguarda la viabilità cittadina…?

A suo tempo era stato fatto uno studio su come fluidificare il traffico, sulla base di quello che aveva fatto Gentilin a Treviso, ovvero con la così detta Onda verde. A Vicenza si era pensato a una soluzione basata su tre cerchi, così da dare il più possibile via libera alla circolazione delle auto. questo consentiva di rinunciare alla costruzione di nuove strade ma questo, evidentemente, non era piaciuto ai costruttori ed è stato subito accantonato. A proposito, anche i bacini di laminazione sono una scelta sbagliata secondo noi, perché in caso di piena si rischia soltanto la creazione di fontanazzi ed aree di esondazione. La Serenissima ci aveva dato, secoli fa, il suggerimento giusto: dragare i fiumi e mantenerli puliti, ecco come si fa! Invece si continua a distruggere terreno agricolo e a colare cemento.

Veniamo al fronte sociale…

Beh, sul sociale, mi pare che, soprattutto l’ultima amministrazione ma anche quella precedente di centrodestra, abbiano pensato più alle esigenze dei nomadi e degli immigrati che a quelle dei vicentini. A suo tempo riuscii a far approvare un emendamento che riguardava le case popolari, che dovevano andare prima alle persone anziane ed quelle con disabilità. Purtroppo è stato cancellato dopo meno di un anno, sembra perché i veneti vanno a chiedere aiuto in comune solo in condizioni davvero disperate, cosa che non avviene per gli altri.

Per quanto riguarda invece le politiche giovanili…?

Innanzitutto, attraverso le associazioni bisogna, come si diceva una volta, toglierli dalla strada, evitare che frequentino cattive compagnie che posso portare, adcesempio al consumo di droga o alla ludopatia. E bisogna “ripulire” campo Marzo. Molto possono fare le associazioni sportive, o quelle culturali, ed ogni quartiere dovrebbe avere un centro di aggregazione comunale che potrebbe funzionare per dare risposte ai giovani soprattutto, ma non solo. Anche gli impianti sportivi dovrebbero funzionare meglio in questo senso. Purtroppo tutto questo manca, o è insufficiente. Si trona a quanto dicevo: la città deve essere risollevata.

Già, gli impianti sportivi… Per lo Stadio Menti?

Lo Stadio Menti deve rimanere dov’é. Bisogna fare degli accordi per la sua ristrutturazione, e devono rinascere i negozi della zona. Quanto ai parcheggi, insufficienti in occasione di eventi importanti, la soluzione migliore, secondo noi, è quella di creare servizi di bus navetta efficaci con i park della varie zone della città.

In campo culturale e turistico come vi muovereste?

C’è da fare molto anche in questo campo. L’ultima amministrazione, a conti fatti, si è limitata alle grandi mostre, con i turisti che in fondo sono arrivati e subito ripartiti. Bisogna fare ben altro. Secondo noi si dovrebbe cominciare creando un polo museale, che metta dentro gli attuali musei ma ne crei anche di nuovi. Le strutture ci sarebbero, basti pensare all’ex macello o all’ex tribunale, ma non solo, che potrebbero accogliere tutto quel materiale che adesso i nostri musei hanno nei magazzini e non possono esporre per problemi di spazio. Anche Vicenzaè a nostro avviso non si è rivelata all’altezza. Tra il 2015 e il 2018 ci sino state delibere comunali per almeno 800 mila euro, e per cosa? Per la cena dell’Aci, per qualche punto di informazione e per l’elenco dei beni che abbiamo a Vicenza? Quello che serve invece è fare accordi con gli operatori turistici e portare turismo vero, nella Vicenza romana, nella Vicenza medievale, nella Vicenza rinascimentale e palladiana, in una città insomma che ha molto da offrire. E bisogna anche potenziare i centri di informazione turistica, assumendo personale nuovo e competente. E chiamiamo infine ad esibirsi in città anche i tanti artisti vicentini che si sono distinti nel mondo, dalla lirica al teatro, e che a Vicenza non vengono invece mai chiamati. Naturalmente, ben vengano anche le grandi mostre, ma non bastano. Nel nostro programma prevediamo un assessorato specifico alla cultura e al turismo.

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