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La base militare americana nell'area ex Dal Molin
La base militare americana, con davanti l'area ex Dal Molin

Vicenza, Parco della Pace o… della discordia?

Vicenza – Prima seduta del consiglio comunale di Vicenza, ieri, ma è già polemica senza esclusione di colpi tra maggioranza ed opposizione. In realtà, già nei primissimi giorni della nuova amministrazione guidata da Francesco Rucco, è sembrato di capire che fosse una sorta di priorità lo smantellare quanto fatto negli ultimi anni dall’amministrazione Variati. Lo si è visto sul fronte della mobilità cittadina e del traffico, ed anche in tema di sicurezza, con un sacro furore che sembra già infiammare la nuova amministrazione su questo fronte.

Matteo Celebron
Matteo Celebron

Nei giorni scorsi però è stato lanciato un altro sasso nello stagno, anche questo, sotto molti aspetti, ampiamente previsto fin dalla campagna elettorale. Riguarda il Parco della Pace, che sorgerà nell’area ex Dal Molin, davanti alla base Usa, ed il neo assessore alle attività sportive della giunta Rucco, il leghista Matteo Celebron che, intervistato dal Giornale di Vicenza, ha annunciato la sua intenzione di voler cambiarne il nome al Parco della Pace, di volerlo piuttosto intestare a qualche personaggio vicentino meritevole. “Io penso – ha detto Celebron – che quella denominazione sia frutto di una scelta ideologica, politica. Inoltre, visto che il via libera alla nuova base americana arrivò proprio dal governo Prodi, è anche ipocrita”.

Naturalmente l’opposizione è insorta, proprio nella seduta consiliare di ieri, con Giovanni Rolando, del Pd, che ha presentato una domanda d’attualità sullo scottante tema. Oggi ad intervenire, inoltre, è un altro esponente politico, che di domande d’attualità, nei passati cinque anni, ne ha presentate tante, me che adesso, per una oscura circostanza, suo malgrado, non siede in consiglio comunale. E’ Daniele Ferrarin, un tempo portavoce a Vicenza del Movimento Cinque Stelle…

“ll neo assessore Celebron – scrive Ferrarin in una nota firmata anche da quello che doveva essere il candidato sindaco pentastellato, Francesco Di Bartolo, – evidentemente conosce poco la storia dell’insediamento americano a Vicenza. Nel 2004 il governo degli Stati Uniti e quello italiano hanno siglato un patto finalizzato all’ampliamento della base vicentina. Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio allora in carica, ha coinvolto nella decisione il sindaco di Vicenza Hullweck, favorevole al progetto. L’accordo è stato tenuto segreto fino al 2006”.

Ferrarin e Di Bartolo ricordano anche al giovane assessore vicentino lo Statuto del comune di Vicenza che all’artico 2 recita: “Il Comune, in conformità ai principi costituzionali ed alle norme internazionali che riconoscono i diritti innati delle persone umane, sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e promuove la cooperazione fra i popoli, riconosce nella pace un diritto fondamentale della persona e dei popoli”.

“Stupisce – concludono i due esponenti politici – che proprio un assessore allo sport ignori che per sua natura lo sport è partecipazione, educazione alla pace, inclusione e cittadinanza; esso unisce gli individui e le comunità. In quanto linguaggio universale, lo sport promuove i concetti di pace, tolleranza e comprensione reciproca superando ogni barriera geografica, culturale e religiosa. I suoi valori intrinseci, quali il lavoro di squadra, il rigore, il rispetto per le regole e l’avversario e la lealtà, sono riconosciuti universalmente in tutto il mondo. Sarà bene ricordare al neo assessore che i parchi della pace non sono un capriccio o un arredo marginale e che nel mondo si vanno diffondendo come simbolo visibile dell’amicizia e della pace tra i popoli. E a Vicenza, proprio per la presenza sul suo territorio di una importante base militare, il Parco della Pace assume un altissimo valore simbolico”.

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