Breaking News

Vicenza, la parola ai candidati. Andrea Maroso

Vicenza – Prosegue la nostra carrellata di interviste ai candidati sindaco di Vicenza. Dopo aver parlato  con Otello dalla Rosa e Francesco Rucco, i due rappresentanti delle coalizioni maggiori, di centrosinistra e centrodestra, iniziamo a presentare gli altri candidati. Ecco dunque Andrea Maroso, di Siamo Veneto, movimento che per altro esprime anche un consigliere regionale nella persona di Antonio Guadagnini. Quanto a Maroso, è il più giovane dei candidati a guidare la città. Ha 41 anni, si è laureato in chimica industriale a Padova e lavora come libero professionista occupandosi soprattutto di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Se fosse sindaco, quale sarebbe la prima urgenza che affronterebbe?

Cominceremmo dal punto che abbiano trovato più critico, ovvero la sicurezza, nell’ambito della quale le priorità sono due: la gestione dei nomadi e l’immigrazione. Per quanto riguarda la prima questione, abbiamo due campi nomadi in città, che sul piano economico gravano sul Comune di Vicenza, che ne paga le bollette. Tra l’altro gli abitanti di questi campi spadroneggiano in città. Attenzione, non ho nulla contro i nomadi, ma devono integrarsi nella nostra società ed accettarne usi e costumi. Se venissi eletto farei subito un referendum tra i vicentini e chiederei loro cosa pensano di una eventuale chiusura dei campi nomadi. C’è poi anche il problema della diffusione dei nomadi sul territorio, non solo dei campi dunque, un problema che deve essere risolto, anche sul piano sanitario. Quanto alla questione migranti, con una situazione, ad esempio a Campo Marzo, ormai ingestibile, bisogna correggere quanto fatto dalle prefetture, con i grandi centri di accoglienza. Do atto invece a Variati di aver lavorato bene con il sistema Sprar, ovvero piccoli nuclei sparsi per la città. E’ questo il modello da seguire. Insomma, lo Stato sta creando il caos mentre i comuni, aiutati ma liberi di agire, farebbero molto meglio

La questione migranti però va gestita soprattutto a livello internazionale…

Purtroppo, in Italia, la gestione dei migranti è un grosso affare economico. Non si trovano i soldi per salvare un’azienda, come è successo con la Melegatti, e poi si spendono fiumi di denaro per far fronte all’arrivo dei migranti. Ed a questi ultimi non va nulla tra l’altro, i profitti sono tutti per le cooperative e gli amici degli amici di vario tipo… E’ vero che il problema può essere risolto solo a livello internazionale, certamente non sparando alle navi, ma consentendo uno sviluppo nei paesi di origine. Purtroppo è proprio questo che l’occidente sembra non voler fare, magari perché si preferisce mantenere uno status quo, in quei paesi, più conveniente per noi e, al tempo stesso, far arrivare nelle nazioni sviluppate una manodopera a basso costo.

Parliamo di mobilità a Vicenza, come può essere migliorata?

Abbiamo il progetto di creare una applicazione per i cittadini, che si chiamerà “My mouve app”, per trasformare il problema del traffico a Vicenza in una mobilità attiva. Il comune deve essere in grado di premiare la mobilità attiva dei suoi cittadini. Questo sarebbe il funzionamento: se si sceglie di andare a lavorare in bici anziché in auto si acquisiscono crediti che possono essere poi spesii per altro, per sgravi ad esempio, o per non pagare il parcheggio. Insomma premiare i comportamenti virtuosi. Ritengo non serva invece costruire altre strade e consumare altro suolo. Naturalmente l’amministrazione comunale deve fare la sua parte, rendendo disponibili gli spazi, costruendo piste ciclabili. Anche la circolazione, a Vicenza, dovrebbe cambiare, andando verso un sistema a raggiera, alternando strade in entrata, a senso unico, a strade in uscita, sempre a senso unico. Eliminando in buona parte i doppi sensi creaiamo anche gli spazi per rendere più veloci i mezzi pubblici.

Gestione del territorio urbanistica, grandi opere… Come la pensate?

La nostra posizione sulle così dette grandi opere é quella di una strenua difesa del territorio. Abbiamo visto Vicenza, negli ultimi decenni, devastata da quelle che chiamano grandi opere, spesso decise dallo stato centrale ed imposte contro la nostra volontà, come la base americana all’ex Dal Molin. Stesso discorso si può fare per il complesso di Borgo Berga, ed anche la svendita della Fiera può essere inserita in questo contesto, dato che sarà ricostruito il padiglione da imprese non venete e progettisti non vicentini. E poi c’è la Tav… Personalmente credo che ci voglia un potenziamento del trasporto su rotaie, soprattutto per le merci, che in Europa viaggiano al 35% sui treni mentre in Italia siamo al 6%. Quello che non va bene è il progetto Tav fatto per Vicenza, con barriere di sette metri e mezzo che attraversano la città da est a ovest e una viabilità accessoria che la devasterà per anni. Se il progetto è questo insomma, pensato solo per fare un regalo ai soliti noti, io dico no alla Tav. E poi serve davvero? Se alta velocità deve essere, non può fermarsi troppo spesso questo treno veloce, e per quanto ci riguarda potremmo anche andarlo a prendere a Padova, ad esempio.

Parlando di temi sociali, che priorità vedete?

Riteniamo urgente un maggiore sostegno agli anziani e alle persone diversamente abili. Io ho molto contestato al distribuzione di 12 milioni di euro che è stata fatta di recente dall’assessorato ai servizi sociali di Vicenza, spendendo tre milioni e mezzo di euro per l’integrazione di nomadi e immigrati. Ammetto che c’è il problema, calato dall’alto dallo Stato, ma deve ssere quest’ultimo a farsene carico, non noi. Quei soldi dovevano essere spesi per progetti a favore di disabili, per abbattere barriere architettoniche, per favorirne l’inserimento a scuola, e per far fronte a situazioni di disagio e solitudine dei nostri anziani.

E per i giovani…?

La nostra politica per i giovani su muove dalla scuola all’integrazione nel mondo del lavoro, fino allo sport. In particolare quest’ultimo credo che sia la carta vincente per un sano sviluppo e per allontanare i ragazzi da ambiti sbagliati. Attualmente il comune ha un buon servizio Informagiovani, e questo è positivo. Quello che invece è ancora lasciato ad altri, parrocchie o centri di quartiere sono le attività pomeridiane, i centri estivi, etc. Non voglio dire che il comune dovrebbe farsene carico ma dovrebbe aiutarle, sostenere queste attività, e certamente facilitarle di più sul piano della burocrazia. Poi, bisognerebbe fare un vasto intervento di riqualificazione degli impianti sportivi di Vicenza, che non sono certo in buone condizioni. Mi rendo conto però che un sindaco non avrà mai i soldi per farlo…

Parliamo dello Stadio Menti…

Lo stadio deve rimanere dove si trova, ristrutturato grazie ad una convenzione con il privato. Ora si aprono prospettive importanti con Renzo Rosso che ha acquistato il Vicenza Calcio. Il comune deve fare la sua parte mettendo a disposizione gli strumenti urbanistici che rendano appetibile l’operazione. Un occasione fu persa con gli inglesi, che chiesero come contropartita di costruire un’albergo al posto dell’antistadio. L’allora sindaco Hüllweck disse di no… Poi dopo pochi anni l’albergo fu fatto lo stesso, poco distante, sopra la Conchiglia d’Ora. Insomma, potevamo essere la prima città in Italia ad avere lo stadio di proprietà della squadra e il Vicenza non avrebbe affrontato vent’anni di agonia

Ci saranno problemi di parcheggio in occasione di partite ed eventi…

Purtroppo sì… Lo spazio in realtà ci sarebbe stato se non si fosse usato tutto per il complesso di Borgo Berga. Era quella dell’ex Cotorossi, secondo noi, l’area ideale dove realizzare i parcheggi per lo stadio. Bastava una passerella pedonale, due passi lungo l’argine del fiume, e si raggiungeva il Menti. Purtroppo si è seguita un’altra strada. S dipendesse da me bloccherei la costruzione di quello che resta, sviluppando invece spazi per i parcheggi.

Ultima domanda: la cultura a Vicenza. Come muoversi?

Bulgarini d’Elci ha fatto un ottimo lavoro e la strada presa è quella giusto. Bene Goldin dunque e le grandi mostre. Non sono d’accordo con chi critica la qualità delle mostre che abbiamo visto a Vicenza negli ultimi anni, anche perché invece è stato buono il flusso di turisti in città, e ne hanno beneficiato in tanti, negozi, ristoranti, bar, alberghi. Naturalmente si può anche migliorare, ad esempio integrando le proposte correlate alla Basilica Palladiana con quanto si fa sul territorio. E penso, oltre al Teatro Olimpico e ai monumenti cittadini, anche a percorsi enogastronomici, cicloturismo etc. Tutto questo creando una cabina di regia che coordini ed ottimizzi, sia l’organizzazione che il marketing fuori dal territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *