Vicenza, Ferrarin (M5S) critica le parole di Salvini

Vicenza – “Matteo Salvini, arrivato a Vicenza sabato sera per sostenere la campagna elettorale di Francesco Rucco, ha annunciato che non verrà fatto nessun passo indietro sulla Tav, sulla Pedemontana e sulle grandi opere. Parole come partecipazione dei cittadini e ascolto del territorio non sono mai state invece pronunciate. I comitati No Tav di Vicenza hanno usato parole molto dure commentando quanto detto da Salvini, ed hanno chiesto a coloro che hanno marciato con loro a difesa del territorio in questi anni di prendere posizione. Non posso esimermi dal farlo perché le parole dei comitati sono le mie stesse parole”.

Daniele Ferrarin
Daniele Ferrarin

E’ quanto scrive in una nota Daniele Ferrarin, esponente vicentino tra i più in vista del Movimento 5 Stelle e consigliere comunale uscente, quello stesso M5S che ora è al governo assieme allo stesso leader della Lega. E quella di Ferrarin, c’è da giurarlo, non è una voce isolata, ma rappresenta una buona parte, probabilmente anche maggioritaria, dell’elettorato pentastellato. Insomma, si profila una navigazione tempestosa per l’esecutivo su temi di grande importanza, a cominciare dalle così dette grandi opere e dalla gestione del territorio in Italia.

Ferrarin usa toni risoluti e chiari, ricordando che “il mantenimento della barra dritta sulle grandi opere serve a foraggiare proprio quelle lobby del cemento e del malaffare che da decenni hanno portato distruzione nel territorio veneto, a partire da Mose e Pedemontana”.

“Il consumo del suolo nei nostri territori – continua – ha avuto ritmi impressionanti, aree commerciali in ogni dove, uccidendo tra l’altro il commercio di vicinato, strade e autostrade inutili. La Lega, anche a Vicenza, rappresenta sempre più gli interessi di affaristi, speculatori seriali, costruttori, immobiliaristi  senza scrupoli. Attiva nella vicenda del Tribunale di Vicenza e Borgo Berga, si fa ora portatrice di un rinnovamento che non c’è.

“Interessante notare – conclude l’esponente pentastellato – come la parola cittadini non sia mai stata usata parlando di consumo di suolo, a dimostrazione di come il famoso slogan Paroni a casa nostra sia stato ormai sacrificato sull’altare del governo a tutti i costi. Sottolineo inoltre l’irritualità di un ministro della Repubblica che fa campagna elettorale per il suo partito e per quella che era la coalizione politica. Salvini continua a muoversi come se nulla fosse accaduto, ed è probabile che la sua campagna continui fino a quando non deciderà di far cadere il governo appena nominato”.

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