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Caso 5 Stelle a Vicenza, parla Daniele Ferrarin
Daniele Ferrarin

Vicenza, Ferrarin dice addio al Movimento 5 Stelle

Vicenza – “Domenica 10 giugno cesserò di essere portavoce consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Vicenza e, allo stesso tempo, uscirò anche dal movimento. La vicenda della mancata certificazione della lista a Vicenza non può non avere delle conseguenze così estreme.  Il grave danno arrecato alla città (e non ai singoli) sarà tra non molto sotto gli occhi di tutti. Non aver più la possibilità di votare il M5S alle prossime elezioni amministrative è stata una scelta che è ancora priva di una qualsiasi giustificazione e che mette in discussione l’equilibrio della democrazia”.

Così Daniele Ferrarin, in una nota diffusa quest’oggi, con la quale annuncia la sua uscita dal Movimento 5 Stelle del quale è stato per anni uno dei punti di riferimento ed uno dei due rappresentanti nel consiglio comunale di Vicenza. Deve essere stato certamente un scelta tanto sofferta quanto inevitabile. Nel suo breve scritto Ferrarin tiene a ringraziare, “primo fra tutti, Enrico Cappelletti, ed anche tutti coloro che si sono impegnati per la presentazione della lista giudicata non idonea da un vertice sconosciuto, o conosciuto anche troppo”.

C’è una nota polemica dunque nei confronti del Movimento 5 Stelle degli ultimi tempi, decisamente cambiato rispetto al passato, e postosi ormai, come rileva lo stesso Ferrarin, nel solco del sistema dei partiti tradizionali. “Niente di scandaloso – precisa l’ex pentastellato -, ma solo una constatazione che non deve essere taciuta”.

“Assieme ai comitati dei cittadini – ha aggiunto – continuerò le battaglie nel territorio che hanno caratterizzato e, mi auguro, caratterizzeranno, l’azione del movimento. La Tav, la Pedemontana Veneta, la Valdastico Nord, la lotta contro l’inquinamento dell’acqua e dell’aria, il ripristino ambientale di Borgo Berga, saranno queste le principali lotte dei prossimi mesi insieme all’attenzione per chi si trova ad essere in una qualsiasi difficoltà economica o sociale. Nessuno deve rimanere indietro”.

“I comitati – conclude Ferrarin – ci hanno chiesto uno specifico impegno che non gli verrà negato: continueremo ad incontrarci nelle piazze e nei luoghi di lotta. Beppe Grillo ha sempre definito il M5S come un treno in corsa con la possibilità di salire o scendere. In questo momento mi vedo costretto a scendere, ma auguro al treno di proseguire la sua corsa sui giusti binari”.

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