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"Vicenza città silente o città viva e critica?"
Ricostruzione ideale dell'Acropoli e dell'Areopago di Atene dipinto di Leo von Klenze, 1846

Vicenza città silente o città viva e critica?

Dal centro sociale Bocciodromo riceviamo e pubblichiamo quanto segue, scritto come risposta al nuovo sindaco di Vicenza Francesco Rucco che, chiarendo il suo punto di vista sul centro sociale stesso, si è detto contrario al proseguire di una attività del Bocciodromo caratterizzata dall’appartenenza politica…

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Vicenza – Il termine politica, derivante dalla parola greca pòlis («città-stato»), indica l’insieme delle attività che hanno a che fare con la vita pubblica. E’ inutile negarlo, “fare politica” è un attività che tutti esercitiamo quotidianamente: dal fare la spesa allo scegliere di opporsi alla militarizzazione, dall’organizzare le feste di quartiere ad organizzare le mobilitazioni contro il consumo di suolo.

Sono tutte battaglie che continueremo a portare avanti perché ci sentiamo come il sangue che scorre nelle vene della nostra città, pulsante di desiderio di vivere e di prendere la parola ed esercitare il diritto di critica.

La nostra è una critica rivolta verso la barbarie, maggioritaria in questo momento nel nostro paese, che con la chiusura dei porti e le politiche securitarie gioca sulla paura promettendo pugno di ferro, polizia e controllo sociale.

Non c’è invece un idea che metta in discussione i rapporti economici di sfruttamento e di disuguaglianza sociale, che generano povertà in un territorio fortemente colpito dal crak della Banca Popolare di Vicenza. Forse Rucco preferisce una città silente, obbediente ed omologata, noi invece saremo l’opposizione sociale.

Centro sociale Bocciodromo

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