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Trapianti, bene le donazioni ma si può migliorare

Venezia – La sanità veneta è da anni ai vertici nazionali per l’attività di donazione e trapianto di organi e tessuti, sia per numero di interventi effettuati, sia per le donazioni. La percentuale di opposizioni alla donazione (16% nel 2017) è largamente inferiore alla media nazionale, ancora al 28,7%. Ottime performance, ma al Veneto non basta. Per questo, in tutta la Regione sta per partire una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione, presentata dall’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto e dal dottor Giuseppe Feltrin, coordinatore del Centro regionale trapianti.

Luca Coletto
Luca Coletto

La campagna, che interesserà giornali, emittenti radiofoniche e il web, ha come titolo “La tua scelta è vita che rinasce” ed è accompagnata da un breve ma intenso sport radiofonico e da un visual con due volti sullo sfondo di Venezia, che possono essere interpretati come due persone serene che si sono appena espresse sulla donazione, come una famiglia che deve decidere se donare o no, come una persona che attende un trapianto e una che ha deciso di donare.

Giuseppe Feltrin
Giuseppe Feltrin

“In Italia – hanno spiegato l’assessore e Feltrin – non vige il sistema del silenzio assenso e quindi, per donare un organo serve una dichiarazione di volontà, che in Veneto si può esprimere in cinque diversi modi. Con questa campagna non vogliamo forzare le persone a dire sì, anche se il sogno sarebbe zero dinieghi, ma convincerle a esprimere la loro volontà, sia favorevole che contraria, informandosi e dando una risposta consapevole. Il tutto esprimendo la gratitudine dovuta alla grande generosità dei veneti e al grande lavoro delle associazioni di volontariato”.

“Il livello scientifico raggiunto dai Centri trapianto del Veneto delle aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona e delle Ullss di Treviso e Vicenza – ha detto Coletto – è al massimo possibile, tanto che si stanno ottenendo risultati significativi su nuove frontiere come il trapianto da donatore vivente, la donazione samaritana, la donazione e il trapianto tra persone Hiv-positive, per la quale sono autorizzate le aziende ospedaliere di Padova e Verona. Contemporaneamente il Crt lavora anche sul fronte della creazione di una cultura consapevole della donazione. Sta andando molto bene, ad esempio, l’attività di raccolta dell’espressione di volontà nei comuni al momento del cambio della carta d’identità”.

I canali di raccolta della volontà sono cinque: firmare un modulo disponibile presso le Ullss di appartenenza, scrivere su un foglio bianco datato e firmato la propria volontà e portarlo sempre con sé, firmare l’atto olografo dell’Aido, compilare il tesserino blu (scaricabile on line) del Ministero della Salute, far inserire la propria volontà all’atto del cambio della carta d’identità nel comune di residenza. Quest’ultima è l’iniziativa più recente e anche più tecnologica, perché legata anche alla progressiva diffusione della carta d’identità elettronica.

In proposito, Feltrin ha citato dati significativi: i comuni già attivi sono ben 231 e hanno già raccolto più di centomila dichiarazioni. Sale a 450 il numero di Comuni che hanno aderito alle iniziative di formazione e sono pressochè pronti ad avviare il servizio, e sono già 971 i dipendenti che hanno ricevuto la formazione personale specifica. In provincia di Belluno i Comuni che hanno già attivo il servizio sono 22; a Padova 28; a Rovigo 16; a Treviso 42; a Venezia 33; a Verona 28; a Vicenza 62. I maggiori consensi (89,8%) sono stati espressi a Verona, seguita da Belluno (85,2%), Padova (82,1%), Al 5 giugno scorso, le dichiarazioni di volontà complessivamente già raccolte sono state oltre 343 mila.

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