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La secessione online dell’Alto Adige

Vicenza – Pochi hanno il senso di appartenenza al proprio territorio come i sud-tirolesi, che nei giorni scorsi hanno inferto un altro smacco al patriottismo italico. I siti internet dei comuni altoatesini, non rispetteranno il layout dei siti istituzionali italiani. La proposta o sfida digitale è stata avanzata dai secessionisti del Sued-Tiroler Freiheit, ma è stata sposata, a sorpresa, anche dal Partito Democratico e dalla Svp. Entrambi hanno dichiarato: “Ci riconosciamo nel diritto di fare i nostri siti internet senza dovere rispettare le direttive nazionali”.

Cosa significa tutto ciò? Semplice, nessuna traccia di Tricolore, o sfondo azzurro Savoia sui siti della provincia speciale di Bolzano. La sfida all’Italia la hanno chiamata “autonomia digitale”. Ecco il testo: «Il Consiglio provinciale esprime la propria contrarietà all’adeguamento obbligatorio agli standard nazionali del layout dei siti web istituzionali dei Comuni e delle Comunità comprensoriali della provincia di Bolzano e sollecitano la giunta provinciale ad intervenire – in ossequio all’autonomia dei Comuni – al fine di ottenere una deroga per la provincia di Bolzano».

Per il momento, potremmo dire, la secessione digitale ha avuto successo. Per quella territoriale, ci sarà solo da attendere un po’ di tempo? Intanto però c’è da sottolineare che i sud-tirolesi o altoatesini rivendicano una autonomia comunale che non dipende dagli accordi De Gasperi-Gruber, ma dalla Carta europea delle autonomie locali e dal conseguente Decreto legislativo 267/2000 in vigore anche a Vicenza.

Luciano Spiazzi

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