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Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

Salute mentale, primo ok in commissione

Venezia – “L’impegno preso con i comuni veneti e le famiglie è stato rispettato: nel 2018 le rette per i pazienti psichiatrici accolti in strutture protette non aumenteranno e la Regione Veneto continuerà a farsi carico dei costi aggiuntivi, integrando con proprie risorse quanto prevedono i livelli essenziali di assistenza su scala nazionale”. A dire queste parole è l’assessore regionale veneto al sociale, Manuela Lanzarin, sottolineando con soddisfazione il voto favorevole espresso a maggioranza dalla commissione Sanità del consiglio regionale del Veneto sulla nuova programmazione dell’offerta residenziale extra-ospedaliera per la salute mentale.

“Ai sindaci, alle associazioni dei comuni e ai rappresentanti delle associazioni dei familiari dei malati – ricorda l’assessore – avevamo già dato assicurazione che la quota di compartecipazione sociale alle rette in Veneto non sarebbe cambiata, nonostante le indicazioni nazionali impongano per il 2018 di portarla al 60 per cento, per ragioni di contenimento della spesa sanitaria pubblica. Con questo provvedimento, che calibra e rende omogena la ripartizione delle rette tra  sanità (60 per cento) e sociale (40per cento) tenendo conto delle diverse tipologie di struttura residenziale per le persone con disturbi psichiatrici, si onora la storia di forte integrazione tra sociale e sanità propria del Veneto e l’impegno di questa amministrazione di non aggravare l’onere assistenziale a carico delle famiglie e degli enti locali”.

“Inoltre, la nuova programmazione per la salute mentale –  aggiunge Lanzarin – amplia il numero di posti letto nelle residenze protette da 1859 a 2048, istituisce una residenza sociosanitaria per lungodegenti con problemi psichiatrici per ogni Ulss per un totale di 280 posti letto e introduce una nuova tipologia assistenziale più ‘leggera’, prevedendo di attivare piccoli nuclei abitativi sostenuti da educatori, operatori dei servizi esterni e dalle reti del volontariato.

“Saranno appartamenti più simili alle comunità autogestite che ad una residenza protetta  – conclude l’assessore – gestiti nel segno dei nuovi orientamenti della psichiatria di comunità volti a valorizzare le capacità e le abilità di ogni persona. Con questo provvedimento la Regione riqualifica strutture e standard impegnandosi a incrementare dell’11 per cento il budget  dedicato alla spesa per le strutture dedicate alla salute mentale  (da 57,8 milioni di euro a 64,2). La giunta monitorerà la situazione e l’applicazione della nuova programmazione per la salute mentale, come ci chiedono i consiglieri regionali e le associazioni, sulla base degli strumenti di valutazione già previsti dal provvedimento di programmazione per misurare la domanda di cura e i risultati dei  progetti riabilitativi delle strutture terapeutiche e socioriabilitative”.

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