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Profugo e spacciatore. Commento di PrimaNoi

Schio – Dopo l’arresto nei giorni scorsi, a Schio, per spaccio di cocaina, di un giovane  senegalese con permesso di soggiorno per motivi umanitari, non poteva che riaccendersi il dibattito in città sulla presenza dei richiedenti asilo. Ad intervenire oggi è il portavoce del comitato PrimaNoi Alex Cioni, che si complimenta con gli agenti della Polizia locale Alto vicentino, guidati dal comandante Giovanni Scarpellini, che hanno effettuato l’arresto.

“Il loro costante e prezioso lavoro di controllo del territorio – scrive Cioni in una nota – continua a portare risultati tangibili, che dimostrano, per coloro che avessero ancora dei dubbi, l’esistenza di una connessione tra il mondo dei richiedenti asilo e il crimine organizzato”.

Cioni manda anche una frecciatina al consigliere comunale Carlo Cunegato, riallacciandosi alla polemica dello scorso inverno dopo il polverone sollevato sul caso della droga in Valletta. “Deve essere veramente dura – scrive – per il consigliere di estrema sinistra prendere atto che i suoi protetti continuano a farsi riconoscere per quello che sono. Confidiamo che in questo caso non trovi qualcosa da obiettare come fece per il caso della Valletta, mandando a carte quarantotto il lavoro degli investigatori”.

“Polemiche a parte – continua il portavoce di PrimaNoi -, non è  solamente singolare che un elemento già noto alla forze dell’ordine goda di un permesso di soggiorno che gli permette di stare in Italia da pregiudicato e che evidenzi l’approssimazione con cui vengono concessi i permessi di soggiorno, ma che da una località come Cona nel veneziano sia finito a spacciare cocaina a Schio. Sarà interessante scoprire quali tipo di relazioni avesse in loco il senegalese ma, in particolare, quali erano i punti d’appoggio su cui poteva confidare, senza i quali non sarebbe mai giunto in Val Leogra”.

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