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Processo BpVi sospeso. Rucco: “Una beffa”

Vicenza – Sospeso fino alla fine di settembre il processo per il crac della Banca Popolare di Vicenza.  E’ avvenuto sulla base del legittimo sospetto, ipotesi avanzata dai difensori degli imputati, che la sede di Vicenza non sia quella ideale per il sereno svolgersi delle udienze, a causa di un clima generale di ostilità della città nei confronti appunto degli imputati. L’ultima parola è ora attesa dalla Cassazione, che dovrà esprimersi in merito in una seduta che è già fissata per il 14 settembre. L’ipotesi che si fa è che il processo venga trasferito a Trento.

Tutto questo, naturalmente, delude profondamente un po’ tutto a Vicenza, a cominciare dai risparmiatori truffati, che aspettano da anni un minimo di giustizia e si vedono ora davanti uno stop forzato di tre mesi e la possibilità che non sia il tribunale delle città, così profondamente danneggiata dal crac bancario, ad ospitare il processo. Senza contare che la grande paura di tutti è che i tempi finiscano con l’allungarsi sempre più e che si faccia più concreto il rischio della prescrizione…

Anche il nuovo sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, eletto solo da alcuni giorni, interviene sulla vicenda. “Con il trasferimento del processo dal Tribunale di Vicenza ad altra sede – ha scritto Rucco in una nota -, oltre al danno, i vicentini subirebbero una vera beffa. Non solo, infatti, non ci risultano accaduti in città eventi tali da giustificare l’incompatibilità ambientale invocata dalla difesa, ma lo spostamento del dibattimento altrove rappresenterebbe un grave disagio per le migliaia di piccoli e piccolissimi azionisti, già duramente colpiti dalla vicenda. Senza contare i tempi tecnici necessari ai nuovi magistrati per studiare fascicoli complessi e voluminosi. Mi auguro vivamente che la Cassazione respinga una richiesta che costituisce l’ennesimo sfregio morale per la città”.

Il sindaco ha anche ribadito quanto annunciato in campagna elettorale. “Intendo approfondire – ha detto -, attraverso i servizi sociali del comune, l’effettivo impatto economico determinato dal crollo della banca sui cittadini azionisti e promuovere, insieme alle altre risorse politiche e istituzionali del territorio, un’azione coordinata verso il governo per ottenere provvedimenti concreti in favore dei danneggiati. Fin dalla prossima settimana, inoltre, prenderò in mano il fascicolo riguardante la costituzione di parte civile del Comune di Vicenza: un atto che ritengo doveroso contro chi ha gettato nel fango il nome della città e sul lastrico molti nostri concittadini”.

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