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Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti

Pfas, il sindaco di Arzignano: “Bene il piano Reach”

Arzignano – “Appoggio in pieno questo provvedimento, perché si tratta di uno strumento di controllo e prevenzione per la salute perfettamente in linea con la politica regionale degli ultimi anni sul delicato fronte delle fonti inquinanti”. Sono parole di Giorgio Gentilin, sindaco di Arzignano, presidente del Consiglio di Bacino Valle del Chiampo e azionista di riferimento dell’ente gestore Acque del Chiampo Spa, dette commentando la delibera varata dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore alla sanità Luca Coletto, con la quale è stato approvato e attivato il Reach, ovvero il Piano di attività e vigilanza sui prodotti chimici in Veneto, a cominciare, naturalmente, dai Pfas.

Il Piano, come precisato dalla Regione, prevede un minimo di quaranta interventi di verifica in tutte le Ulss del Veneto, con possibilità di ampliare il numero a fronte di eventuali segnalazioni pervenute alla Direzione prevenzione della Regione o da particolari situazioni che emergessero a livello locale. Come sottolineato dall’assessore Coletto, le sostanze facenti parte della famiglia dei Pfas prese in considerazione sono 17 e la Regione ha proceduto a verificare se nel territorio veneto fossero presenti imprese in cui si realizza la produzione di queste sostanze, individuando per ora un’unica ditta. Ma l’obiettivo è quello di cercare altre eventuali fonti non monitorate.

“In qualità di sindaco e di responsabile della salute dei miei cittadini – ha sottolineato Gentilin -, non posso che sottoscrivere questo impegno, perché si vuole rispondere ad un interrogativo diffuso fra la cittadinanza e gli stessi amministratori d’area. Apprezzo quindi il fatto che si sia ritenuto opportuno iniziare i controlli sul distretto della concia di Arzignano e di allargare poi l’indagine alle industrie galvaniche e alle imprese che utilizzano inchiostri per stampa serigrafica. Questo, fermo restando che vi è un’indagine della procura finalizzata a individuare chi è responsabile della contaminazione della falda destinata ad uso potabile. Falda la cui acqua è comunque potabile, monitorata e, ove necessario, trattata con filtri a carboni attivi che garantiscono Pfas zero nei territori della zona rossa”.

“Sono consapevole degli enormi passi in avanti fatti dal nostro distretto sul fronte dell’abbattimento degli inquinanti, ma non bisogna lasciare nulla di intentato, anche a tutela dello stesso distretto e delle aziende che hanno investito sul fronte dell’abbattimento degli inquinanti”.

“Come sindaco, presidente del Consiglio di Bacino e azionista di riferimento dell’ente gestore Acque del Chiampo – ha infine concluso Gentilin – faccio parte di una filiera regionale che fa capo alla Regione e al commissario straordinario Dell’Acqua. Una filiera che intendo rispettare e di cui intendo condividere pienamente le azioni. Per questo mi sono già attivato con l’Ulss 8 Berica, mettendomi a disposizione per spiegare e condividere le linee che la giunta regionale intende attuare attraverso l’assessorato alla Sanità. L’Ulss Berica avrà infatti mandato di effettuare questo controlli assieme all’Arpav e al commissario straordinario Dell’Acqua”.

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