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Pfas, Greenpeace commenta il report Miteni

Roma – Prime reazioni al report sull’immissione di Pfas nell’ambiente diffuso nelle ultime ore dalla Miteni. A commentare i dati resi noti dall’azienda di Trissino, a tutt’oggi ritenuta la fonte principale della contaminazione da Pfas in una vasta area del Veneto, è Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna inquinamento di Greenpeace Italia.

“Insieme a comitati ed altre associazioni – spiega l’ambientalista – riteniamo che, per proteggere adeguatamente l’ambiente e la salute di un territorio e di una popolazione già gravemente colpita, debba essere evitata l’emissione nell’ambiente di ogni singolo nanogrammo di qualsiasi tipo di Pfas. Proprio per questo, da tempo chiediamo alla Regione Veneto che, oltre al rapido avvio delle opportune bonifiche nel sito produttivo di Miteni, vengano individuati e censiti tutti gli scarichi inquinanti, in accordo con quanto disposto dal decreto regionale 101 del marzo 2017. Inoltre occorre favorire una rapida riconversione industriale di tutti quei processi responsabili dell’inquinamento da Pfas. Alternative più sicure a queste sostanze esistono e sono già disponibili sul mercato, e i rappresentanti di altri settori industriali dovrebbero esserne a conoscenza”.

Proprio per dare un segnale al mondo industriale, lo scorso aprile i gruppi di genitori residenti nell’area contaminata, i movimenti e tutte le associazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace, avevano chiesto un incontro formale ai rappresentanti di Confindustria Vicenza e al suo presidente Luciano Vescovi, per discutere delle azioni che Confindustria Vicenza potrebbe intraprendere (o ha già intrapreso) per favorire una riconversione industriale dei processi responsabili dell’inquinamento da Pfas.

“In modo piuttosto sorprendente – sottolinea Greenpeace -, l’organizzazione industriale di riferimento del territorio ha evitato qualsiasi tipo di confronto, risultando la prima, di tutte le organizzazioni interpellate nel corso degli ultimi anni da cittadini, movimenti e associazioni ambientaliste, a sottrarsi pubblicamente al confronto”.

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