Breaking News

Pfas, Arzignano chiede il biomonitoraggio

Arzignano – Il consiglio comunale di Arzignano ha approvato all’unanimità, nella seduta di mercoledì 20 giugno, l’emendamento ad una mozione presentata dal consigliere di opposizione, Lorella Peretti, avente come oggetto la “Richiesta di inserire il territorio di Arzignano in zona gialla”, con il quale il primo cittadino, Giorgio Gentilin, si impegna nelle sedi istituzionali opportune a chiedere un biomonitoraggio a campione sulla popolazione di Arzignano, per rilevare l’eventuale presenza di sostanze perfluoroalchiliche nel sangue. Rilevazione che, attualmente, viene fatta nelle zone rosse, quelle che sono state molto esposte ai Pfas.

“Ho risposto puntualmente alla mozione del consigliere Peretti – ha sottolineato Gentilin – ribadendo quanto già affermato in più occasioni, ovvero che, fermo restando il livello sotto soglia di Pfas nell’acqua distribuita sul territorio di Arzignano, Canova compresa, qualsiasi decisione in merito all’assegnazione di zone rosse o arancione spetta alla Regione Veneto, che attraverso il lavoro dei suoi organismi di controllo, in primis  il commissario straordinario per l’emergenza Nicola Dell’Acqua e gli enti gestori, monitora puntualmente la presenza di sostanze perfluoroalchiliche nell’acqua distribuita”.

“Non spetta al sindaco – continua Gentilin – decidere se il proprio territorio debba appartenere o meno alla zona rossa o arancione, e tantomeno posizionare filtri per l’acqua negli edifici pubblici. In qualità di primo cittadino e presidente del Consiglio di Bacino il mio compito è quello di rispettare la filiera istituzionale, che in questo momento ha come vertice il commissario Dell’Acqua, presidiando affinché vi sia costante e massima attenzione e controllo sul problema Pfas, cosa che avviene. Ribadendo che l’acqua ad Arzignano è potabile, ho tuttavia ritenuto di accogliere un emendamento alla mozione Peretti, condiviso da tutti i capigruppo, con il quale solleciterò, nelle sedi istituzionali competenti, un’operazione di biomonitoraggio a campione sui cittadini”.

“Se l’acqua è potabile, infatti, non è escluso che qualche cittadino, negli anni scorsi sia stato esposto a queste sostanze. Una scelta condivisa che ha un alto valore simbolico poiché determinata da un comune impegno, di maggioranza ed opposizione affinché nessuna strada rimanga intentata.  Voglio però ricordare, che ogni passo opportuno è stato fatto finora: l’acqua del rubinetto è monitorata costantemente, è sottosoglia ed è potabile, in tutto il territorio di Arzignano”.

“Infine – ha concluso il sindaco – ho ricordato per l’ennesima volta che allarmi lanciati senza conoscere questo grande lavoro di analisi e i dati del monitoraggio continuo sull’acqua, hanno solo l’effetto di mettere a rischio l’eccellente lavoro fatto dalla Regione attraverso il commissario Dell’Acqua, dal Consiglio di bacino e dagli enti gestori per la tutela della salute dei cittadini. Con un eventuale biomonitoraggio a campione sui cittadini sarà la scienza a procurarci informazioni sulla presenza di Pfas nel sangue posto che, in questo momento, è la stessa scienza a dirci che l’acqua del rubinetto di Arzignano è potabile”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *