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Intesa e Confindustria nel “Programma Filiere”

Vicenza – “Programma sviluppo filiere. Un nuovo modello per migliorare l’accesso al credito”, questo il titolo dell’incontro che si è tenuto oggi a Vicenza, a palazzo Bonin Longare, tra i rappresentanti di Confindustria e quelli di Intesa Sanpaolo. Organizzato da quest’ultima, lo scopo del convegno era quello di presentare il Programma Filiere, che la banca propone alle imprese associate alla Confidnustria beribca e che ha come scopo quello di far crescere le filiere produttive di eccellenza del sistema imprenditoriale italiano

Sono intervenuti Mirko Bragagnolo, presidente del Comitato piccola impresa di Confindustria Vicenza, con delega a credito e finanza, che ha aperto e coordinato l’incontro, Giovanni Foresti, della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, Fabrizio Alfano, direttore commerciale imprese per Veneto Friuli Venezia Giulia  e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo, Fabio Zamparelli, responsabile del mercato del triveneto di Mediocredito Italiano, e Alberto Nardi, responsabile dell’Area credito e finanza di Confindustria Vicenza

“Il Programma Filiere – è stato detto – prevede un nuovo modello di collaborazione tra banca e aziende allo scopo di migliorare le condizioni di accesso al credito dei fornitori strategici per il capofiliera e di definire un’offerta di servizi tailor-made rivolta alle imprese tra loro collegate da rapporti produttivi. In particolare, Intesa Sanpaolo ha elaborato per le imprese appartenenti alle filiere, un nuovo modello di rating che valorizza i fattori qualitativi non ancora presenti nel bilancio: oltre all’appartenenza alle filiere, si considerano la presenza di marchi e brevetti, l’attività di ricerca e innovazione, la presenza di progetti di sviluppo e il posizionamento competitivo dell’azienda, l’adozione di coperture assicurative e l’adesione al rating di legalità, la qualità del management, l’attenzione alla qualità delle risorse umane e la formazione”.

A livello veneto hanno già aderito al programma 61 aziende capofila, per complessivi 8800 dipendenti, e oltre 620 imprese fornitrici, per un giro d’affari globale di 5,8 miliardi di euro. Nella provincia di Vicenza hanno aderito finora 16 aziende capofila con circa 3000 dipendenti, 160 imprese fornitrici per un giro d’affari complessivo di oltre due miliardi di euro.

“Il 2018 – si legge i9n una nota congiunta di Confindustria ed Intesa Sanpaolo – sarà il secondo anno consecutivo di crescita del Pil italiano sopra l’1%, come emerge dalla ricerca presentata della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. Si tratta di un risultato apprezzabile, che tuttavia non consente alla nostra economia di chiudere il gap di crescita con le principali economie europee. Pesa sull’evoluzione dell’economia italiana la bassa propensione a investire, sia in macchinari sia in strategie immateriali: nel 2017 gli investimenti fissi lordi italiani sono stati inferiori del 23% rispetto ai livelli di dieci anni prima; in Veneto il divario è stato solo di poco inferiore e pari al 20%. Nello stesso periodo la Germania ha mostrato un aumento pari al 13,5%, che sale sopra al 30% se si considerano gli investimenti immateriali”.

“In prospettiva, un sostegno alla crescita dell’economia veneta potrà venire anche dalle filiere, particolarmente diffuse nei distretti industriali. Il Veneto è la prima regione in Italia per avanzo commerciale nei distretti, pari a 15,6 miliardi di euro nel 2017, l’85% del surplus complessivo del manifatturiero veneto. In questo contesto primeggia Vicenza, che ospita diversi distretti industriali: la meccanica di Vicenza, la concia di Arzignano, l’oreficeria di Vicenza, il tessile-abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, il mobile di Bassano. Non a caso, proprio in Veneto e nella provincia di Vicenza è particolarmente alta la presenza di imprese eccellenti. Le imprese in forte crescita, addetti in aumento, redditività in rafforzamento e buoni livelli di patrimonializzazione sono infatti pari al 7,5% a Vicenza, due punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Si tratta di 500 imprese, specializzate soprattutto nelle filiere manifatturiere (350) e nei servizi di supporto”.

“L’accesso al credito  – sottolinea Mirko Bragagnolo, imprenditore delegato al credito e finanza dell’Associazione – è un tema da sempre centrale nell’attività dell’Area finanza di Confindustria Vicenzacosì come lo è sempre stato il rating, strumento sempre più centrale nel rapporto tra le banche e le imprese. Su questi temi cerchiamo di offrire agli associati strumenti che li possano aiutare nel loro percorso di miglioramento della cultura e della gestione finanziaria, presentando anche esperienze e proposte originali quali il credito di filiera di Banca Intesa. In un territorio complesso ed evoluto come quello vicentino c’è infatti bisogno di un credito che si sappia muovere su paradigmi nuovi e più in sintonia con l’evoluzione dei mercati”.

“Con il nuovo modello di rating – aggiunge Fabrizio Alfano, di Intesa Sanpaolo – , nato dalla collaborazione con Confindustria piccola industria, Intesa Sanpaolo valorizza le potenzialità e gli aspetti qualitativi intangibili delle imprese che fanno parte delle filiere produttive, eccellenza dei nostri territoriVogliamo rafforzare il legame tra le aziende e i loro fornitori, dando loro strumenti innovativi e soluzioni dedicate, per essere sempre più banca di riferimento nel rilancio di realtà industriali importanti come quelle della provincia di Vicenza”.

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