Una scena de “L’inganno felice” di Rossini, al teatro Olimpico
Una scena de “L’inganno felice” di Rossini, al teatro Olimpico di Vicenza

Il giovane Rossini e i cantanti delle farse

Vicenza – Chi erano i primi interpreti delle farse rossiniane, scritte per Venezia? Quali le loro caratteristiche e i retroscena dei debutti? Le loro storie saranno al centro di un’insolita introduzione a “L’inganno felice”, farsa in musica di un Rossini neanche ventenne che va in scena in questi giorni al Teatro Olimpico di Vicenza. la breve opera rossiniana ha già debuttatoil primo giugno sul palco del teatro palladiano, nel cartellone delle Settimane Musicali, con repliche questo mese nei giorni  3, 8, 10, 15 e 17.

Giorgio Apollonia
Giorgio Apollonia

Venerdì 8 giugno inoltre ci sarà l’introduzione di cui facevamo cenno. L’appuntamento è alle 19.30, nell’Odeo del teatro, con ingresso libero, dove Giorgio Appolonia, storico del teatro in musica  e conduttore de “Il Ridotto dell’Opera” per la Radio Svizzera di lingua italiana, incontrerà Giovanni Battista Rigon, direttore artistico delle Settimane musicali al Teatro Olimpico, e racconterà al pubblico aneddoti sulla vita e le caratteristiche dei cantanti all’epoca di Rossini.

“Il compositore – anticipano gli organizzatori -, secondo la prassi dell’epoca, creava le parti, sia cantate che strumentali, come abiti su misura per gli interpreti che le avrebbero eseguite. In particolare per le farse veneziane, che Rossini scrisse per il teatro San Moisè di Venezia in un arco di tempo molto breve, poco più di due anni, il cast era composto da cantanti e strumentisti scritturati in modo stabile dal teatro. Rossini li conosceva uno ad uno, e scriveva pensando ai loro specifici talenti. Nascono così i molti virtuosismi che si presentano nelle partiture, assegnati a diverse voci e ad assoli di vari strumenti dell’orchestra”. Alle 21, andrà poi in scena l’opera, sul palco dell’Olimpico.

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