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Guarda: “Acqua più cara per i Pfas inaccettabile”

Venezia – “Gli aumenti tariffari nella bolletta dei vicentini serviti da Acque del Chiampo ed imposti per ripianare gli oneri legati all’emergenza Pfas sono inaccettabili. Sarebbe doveroso che i sindaci e gli amministratori del territorio si rivolgessero al commissario, ora responsabile della gestione dell’emergenza, invece di ricaricare ancora una volta i costi sui cittadini”. A dirlo è la consigliera regionale Cristina Guarda (Amp), alla luce della recente approvazione del consiglio di bacino delle nuove tariffe, comprendenti anche i maggiori oneri che la società ha dovuto sobbarcarsi per l’emergenza Pfas.

Cristina Guarda
Cristina Guarda

“Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a questi rincari, confermati da Acque del Chiampo Spa anche in commissione ecomafie ed incomprensibili, visto che gli altri gestori colpiti dall’inquinamento Pfas non hanno operato questa scelta”. “A giugno 2016 l’ente gestore comunicava un aumento progressivo del 18% delle bollette fino al 2019, facilmente consultabile dal cittadino con la lettura progressiva della propria bolletta”.

L’esponente vicentina evidenzia quindi che “i costi del sistema di filtraggio maggiorato per l’obiettivo PFAS zero, sono stati sostenuti da Acque Veronesi e Acque del Chiampo con fondi statali, precisamente 1,3 milioni, stanziati dal passato governo lo scorso anno, ricevuti e poi distribuiti ai gestori dalla Regione del Veneto che gode come sempre di obiettivi raggiunti coi soldi degli altri, senza peraltro cofinanziarli di tasca propria”.

“A maggior ragione – conclude Cristina Guarda – i rincari di Acque del Chiampo rappresentano un dazio ingiusto per i cittadini, rispetto al quale è necessario un intervento di tutela che la Regione non vuole evidentemente garantire”.

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