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Da sinistra: Elena Donazzan, Ines Marini, Luca Zaia e Bruno Cherchi
Da sinistra: Elena Donazzan, Ines Marini, Luca Zaia e Bruno Cherchi

Giustizia, la Regione dà una mano ai tribunali

Venezia – La Regione dà una mano al funzionamento degli uffici giudiziari del Veneto, fornendo oltre 200 aiutanti.  Una quarantina di giovani laureati in giurisprudenza, poco meno di un centinaio lavoratori in mobilità e un centinaio di persone attualmente prive di occupazione e impiegabili per lavori di pubblica utilità, andranno infatti a costituire il contingente di personale di supporto che la Regione Veneto mette a disposizione degli uffici per affiancare i magistrati e snellire il lavoro dei tribunali.

Oggi il presidente della Regione Veneto ha firmato con il procuratore della Repubblica di Venezia Bruno Cherchi e con la presidente della Corte di appello della città lagunare, Ines Maria Luisa Marini, le quattro convenzioni che rendono operativo l’accordo tra Regione e Ministero di Grazia e giustizia, presente l’assessore regionale alla formazione e al lavoro.

“Il Veneto – ha sottolinea il governatore – è la prima regione in Italia, e forse anche l’unica, ad aver siglato un protocollo con il ministro guardasigilli per aiutare gli uffici giudiziari ad affrontare la cronica carenza di personale. Per noi rappresenta un investimento su un settore strategico, per la società e per l’economia”.

La Regione mette a disposizione un milione e 115 mila euro delle risorse del proprio bilancio, attinti dalla programmazione dei fondi Fse 2014-2020: 105 mila euro per sostenere le borse di studio per 40 laureati in giurisprudenza, in tirocinio presso magistrati, uffici giudiziari e giudizi amministrativi; 10 mila euro per coprire i costi della copertura assicurativa dei lavoratori in mobilità disponibili ad affiancare gli uffici giudiziari (percepiscono già l’indennità di disoccupazione Inps); e, infine, un milione di euro per finanziare i progetti delle amministrazioni comunali che prevedono l’inserimento lavorativo temporaneo di soggetti svantaggiati negli uffici giudiziari.

I meccanismi di inserimento sono diversi: per i laureati in giurisprudenza saranno gli uffici giudiziari a selezionare gli aspiranti tirocinanti che potranno svolgere lo stage di 18 mesi di formazione teorico-pratica presso i magistrati della Corte di Appello, dei tribunali ordinari, degli uffici requirenti di primo e secondo grado, dei tribunali di sorveglianza e di quelli per i minorenni, nonché presso i giudici amministrativi del Tar. La Regione interviene pagando le indennità di tirocinio: 300 euro per la Corte di Appello e 500 euro per la Procura.

Per i lavoratori in mobilità – categoria in questo momento ad esaurimento a seguito della riforma degli ammortizzatori sociali e di difficile quantificazione  – la Regione li destinerà agli uffici giudiziari e pagherà i costi della copertura assicurativa Inail (10 mila euro in totale).

Infine per le persone svantaggiate (senza reddito e a rischio povertà) la Regione mette a bando un milione di euro tra i comuni capoluogo: saranno le  amministrazioni comunali, in considerazione degli uffici giudiziari presenti nella circoscrizione territoriale, ad individuare i beneficiari e a finanziare il progetto formativo e di inserimento e i relativi contratti semestrali a tempo determinato e parziale (20 ore la settimana).

Per la presidente della Corte d’Appello di Venezia l’aiuto della Regione rappresenta un “supporto importante” per affrontare “la drammatica e cronica carenza di personale amministrativo”. “I problemi della giustizia in Veneto e l‘alto tasso di cause che finiscono in prescrizione – ha ricordato Ines Maria  Luisa Marini – non sono legati solo all’insufficiente numero di magistrati, ma soprattutto alla mancanza di personale amministrativo”.

Di “spirito lungimirante della Regione” ha parlato il procuratore Bruno Cherchi, ringraziando l’istituzione per la sensibilità e il duplice intervento. “Il buon andamento della giustizia è parte integrante e fondante del buon funzionamento della società e dell’economia di un territorio”, ha ricordato il procuratore generale che nel denunciare “l’atavica situazione di abbandono del Veneto” ha auspicato la possibilità di “regionalizzare i concorsi” per assicurare agli uffici giudiziari “personale competente, motivato e stabile”.

“Nel percorso che abbiamo intrapreso verso l’autonomia – ha confermato Zaia – l’amministrazione della giustizia è una delle materie che la Regione Veneto rivendica, sulla scorta di quanto già riconosciuto alle Regioni e alle Province autonome. In questa fase di ridisegno dell’architettura istituzionale del Paese e dell’amministrazione pubblica, sarebbe importante favorire anche la mobilità del personale tra amministrazioni. Penso per esempio al personale delle Province, o degli stessi enti regionali. Sono convinto che favorire un ricollocamento dei dipendenti, sempre su base collaborativa e volontaria, costituirebbe un investimento sulla professionalità delle persone e sul funzionamento di enti e strutture indispensabili per la qualità della vita sociale”.

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