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Fatturazione elettronica, Apindustria: “Serve tempo”

Vicenza – Sala gremita in Galleria Crispi, sede di Apindustria Confimi Vicenza, dove si è tenuto oggi, 20 giugno, il primo di una serie di convegni sull’ennesima sfida a cui sono chiamate imprese e professionisti, vale a dire la fatturazione elettronica. “E’ una rivoluzione copernicana che richiede tempo”, ha detto Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza e vicepresidente di Confimi Industria con delega alle semplificazioni e ai rapporti con il fisco.

Confimi Industria, anche nei giorni scorsi, ha rinnovato l’invito agli organi competenti di introdurre una prorog,a oppure un doppio binario (comunque privo di sanzioni) in vista delle novità sull’obbligo della fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti (e abrogazione della scheda) e per i subappalti pubblici in partenza dal prossimo primo luglio. “La fretta è cattiva consigliera”, ha ammonito Lorenzin.

“Va dato il tempo agli operatori – ha aggiunto – di capire cos’è cambiato, come organizzarsi e quali strumenti scegliere in modo economico, anche valutando i servizi gratuiti, compresa la conservazione sostitutiva a norma, dell’Agenzia delle entrate. A chi sostiene che la fatturazione elettronica sia stata introdotta da tempo (D.Lgs 127/2015) rispondiamo che è vero, ma solo sulla carta o per pochi pionieri (meno di 50 mila su sei milioni di partite Iva). Anche chi ha già sperimentato con la fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione (generalizzata da marzo 2015) si deve comunque misurare con regole e meccanismi (quelle delineate dal provvedimento dello scorso 30 aprile 2018 inattuazione della legge di bilancio 2018) che sono in buona parte diverse per la fatture nel settore privato.

“Il tempo non c’è stato: le aziende arrivano da anni impegnativi in termini di adempimenti e complicazioni, e la stessa Agenzia è in ritardo sulla tabella di marcia. La gran parte degli strumenti operativi annunciati lo scorso 30 aprile con il provvedimento attuativo dell’Agenzia delle entrate non sono infatti ancora tutti pronti a meno di undici giorni dall’avvio delle novità di luglio. Anche arrivassero nelle prossime ore sarebbero comunque violati, nei fatti, i principi dello Statuto del contribuente che riconoscerebbe agli operatori almeno 60 giorni per adeguarsi ai nuovi adempimenti. Un termine quello dei 60 giorni che, ancora una volta, è stato rispettato solo nella forma. Troppo poco quindi per pretendere che i benzinai, in primis, possano ottemperare agevolmente alle richieste di fatturazione elettronica che le imprese sono obbligate a pretendere ai fini della detrazione con obbligo, in caso di inottemperanza alla richiesta, di attivare un’autofattura denuncia secondo le nuove procedure telematiche”.

Con la fatturazione elettronica Confimi è stata critica fin dal principio, non perché non si creda nello strumento in sé, ma perché una semplificazione imposta per legge a suon di sanzioni pesanti significa che non è tale. “Quando le cose funzionano – ha concluso Lorenzin – decollano da sole in breve tempo: non serve imporle ma semmai incentivarle con incentivi validi”. Apindustria Confimi Vicenza e Confimi Industria hanno partecipato direttamente ai lavori del Forum nazionale della fatturazione elettronica apportando contributi costruttivi volti a limitare le criticità dei nuovi obblighi. La gran parte si sono concretizzati nel citato provvedimento del 30 aprile. Su tutti, molto importante, la questione del funzionamento asincrono (emissione, trasmissione e recapito) delle date (tutte tracciate) legate alla fatturazione elettronica che consente di superare i problemi sanzionatori per la trasmissione successiva alla data emissione nonché di risolvere la possibilità di sostenere la detraibilità dell’Iva delle fatture del mese precedente arrivate in tempo utile per la liquidazione Iva del 16 del mese.

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