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La base militare americana nell'area ex Dal Molin
La base militare americana, con davanti l'area ex Dal Molin

Equizi: “Come sarà il nostro parco al Dal Molin”

Vicenza – L’amministrazione uscente, a tre giorni dalle elezioni, ha vergognosamente assegnato l’appalto per la realizzazione del così detto Parco della Pace, il mausoleo di Variati. Hullweck ha il teatro comunale, e lui, poverino, doveva restare senza?  Vediamo intanto la storia di quest’area. Nel 1921 nacque il  “campo di fortuna” di Vicenza, grazie a donazioni private. Il primo ad atterrare fu Arturo Ferrarin, nel 1924. La provincia successivamente lo ampliò, acquisendo ulteriori terreni anche con espropri e, nel 1935, in base alla legge 8/06/1933 numero 1119, trasferì la proprietà al Demanio dello Stato, ramo Aeronautica.

Durante la seconda guerra mondiale fu requisito dai tedeschi e poi acquisito dall’aeronautica militare italiana. L’aeroporto in anni successivi, fu utilizzato sia dai militari chedai civili, fino alla costruzione della Ederle 2, con conseguente distruzione della pista. La società Aeroporti Vicentini Spa, doveva gestire lo sviluppo dello scalo ma i vari Cda, con la maggior parte dei componenti di nomina politica, oltre a percepire le indennità e sperperare, secondo noi, denaro pubblico, non fecero molto. Il flop dei voli di linea era scontato, infatti: troppo esiguo il bacino di utenza, ma sufficiente a lasciare un buco milionario per lo più a carico della comunità.

Vicenza ha bisogno di una pista di atterraggio per i voli ambulanza, per la scuola di volo (esistente dal 1921), per lo storico Aero Club “Ugo Capitanio”, sorto sempre nel 1921, per la fiera (voli business richiesti da imprenditori locali e non), ma serve soprattutto in caso di calamità. L’utilità, qualche tempo fa, degli aeroporti, ad esempio, dell’Aquila e di Haiti, con strade e ferrovie inutilizzabili, è stata sotto gli occhi di tutti. Le gravi catastrofi che purtroppo hanno colpito recentemente il nostro paese, impongono al comune, oltre che a tutti gli enti locali, una sempre maggiore attenzione ai temi della pianificazione delle emergenze.

La legge individua il sindaco quale autorità comunale di Protezione civile, definisce le tipologie di evento calamitoso e gli ambiti di competenza, e stabilisce le funzioni relative alla predisposizione dei piani comunali di emergenza. La normativa prevede inoltre l’individuazione di aree di emergenza (aree di accoglienza o ricovero, strutture di accoglienza, tendopoli, insediamenti abitativi di emergenza, aree di attesa).

Il comitato Salviamo l’aeroporto raccolse e presentò, il 23 febbraio 2010,  all’allora prefetto, una petizione con ben tremila firme che chiedeva di mantenere la pista dell’aeroporto Dal Molin.  Il progetto attuale, con la nostra amministrazione, sarà modificato come segue senza aggiungere una goccia di cemento:

  • inserimento di una pista di atterraggio in erba indispensabile per una città come Vicenza che vuole essere un vero capoluogo di provincia;
  • predisposizione di un’area atta ad accogliere i cittadini in caso di eventi calamitosi e, eventualmente, anche la sede della Protezione Civile. L’area durante le recenti alluvioni non è mai stata allagata ed è quindi il sito ideale per far convergere, speriamo non accada mai, eventuali sfollati;
  • ritorno dello storico Aero club “Ugo Capitanio” e, conseguentemente, anche della scuola di volo che, nei decenni, ha rilasciato tanti e tanti brevetti;
  • realizzazione del Museo dell’aria come promesso da anni;
  • mantenimento dell’uscita secondaria della Ederle 2 in Via Sant’Antonino e conseguente stralcio della bretella prevista in Strada di Lobia.

Le varie amministrazioni passare, per concludere, non sono state finora in grado di garantire la sicurezza nei parchi esistenti figuriamoci cosa accadrà qui in futuro e quante spese per la gestione e la manutenzione pagheranno cittadini. Con noi non saranno mai sprecati in questo modo i soldi dei contribuenti. Vicenza ha ben altre emergenze.

Franca Equizi – Candidato sindaco per Confederazione Grande Nord

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