Elezioni a Vicenza, l’analisi degli sconfitti

Vicenza – “Rispetto al 4 marzo rimonta eccezionale, ma non sufficiente”. E’ questo un sunto dell’analisi del voto fatta oggi dal candidato sconfitto, Otello dalla Rosa. Un analisi condivisibile perché, chi conosce la realtà di Vicenza, sa che la sconfitta del fronte progressista è stata davvero di misura. Nella cittò berica insomma è difficile spuntarla per la sinistra quando le forze conservatrici si presentano unite all’appuntamento, e Rucco, tutto sommato, ha quasi vinto sul filo di lana.

“Il voto della città di Vicenza – ha detto ancora Dalla Rosa – è certamente una sconfitta della proposta che abbiamo fatto alla città. Ma questo è il frutto anche di un clima nazionale che ha contribuito a politicizzare il voto e messo in secondo piano i temi amministrativi. Al netto di questo, quella realizzata dal centrosinistra in città è stata una rimonta eccezionale considerato il clima politico generale. Nelle elezioni del 4 marzo, infatti, il divario del voto tra le coalizioni è stato notevole, oltre 7 mila voti assoluti e 11,7 punti percentuali. Nel voto di ieri questo gap si è ridotto a 2.286 voti”.

“Il centrosinistra ha incrementato del 15% i voti conquistati nel voto del 4 marzo passando dai 19.030 voti totalizzati il 4 marzo da PD, Più Europa, Insieme e Leu, ai 21.985 di ieri. Il centrodestra ha ridotto i suoi voti, passando dai 26.093 raccolti alle politiche da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Popolo della Famiglia, Casa Pound e Forza Nuova ai 24.271 raggiunti ieri dalla coalizione di Francesco Rucco. È significativo anche il dato delle preferenze, con la coalizione di centrosinistra che ne ha totalizzate 16.698, contro le 10.198 delle liste di centrodestra: un’indicazione del radicamento dei nostri candidati nella città, prezioso anche in vista del lavoro di opposizione dei prossimi cinque anni”.

“La sconfitta – conclude Dalla Rosa – ci affida il compito dell’opposizione, che sarà vigile e concreta. Continuerò a battermi, dai banchi del consiglio comunale, per una città aperta, solidale, moderna, innovativa, attenta a chi ha bisogno, scrupolosa nella tutela dell’ambiente, rigorosa nella cura della cosa pubblica, anche contro il rischio dell’occupazione partitocratica di enti e partecipate, che sarebbe un pessimo passo indietro per la nostra città”.

Anche Chiara Luisetto, segretario provinciale del Partito Democratico vicentino commenta il voto della città. “L’onda lunga del voto nazionale – ha detto – ha avuto la meglio sul buon lavoro fatto sul territorio. Otello Dalla Rosa e il gruppo che lo ha sostenuto hanno costruito una proposta di futuro, credibile per Vicenza,  frutto di primarie che hanno portato oltre seimila vicentini a esprimersi in modo democratico e autentico, sostenuto con lealtà da Giacomo Possamai e Jacopo Bulgarini d’Elci”.

“Il peso del voto politico di alcuni mesi fa – ha aggiunto – si è però fatto sentire chiudendo questa corsa di squadra a pochi voti dalla vittoria. Molto buono il risultato della lista del Partito Democratico che ha saputo esprimere figure valide e riconosciute, raccogliendo un consenso significativo al 25% e di gran lunga superiore a quello della lista targata Lega ferma al 15%. I vicentini hanno deciso, a noi il compito di vigilare sul rispetto delle regole, della democrazia e sulle proposte che verranno messe in campo dai vincitori”.

“A Marostica- ha poi continuato Luisetto, parlando degli altri comuni al voto – abbiamo perso nonostante l’autorevolezza di un candidato come Giorgio Santini che si è speso fino all’ultimo, penalizzato purtroppo dalla presenza della civica dell’ex sindaco Dalla Valle che, avendo scelto un percorso distinto, ha certamente indebolito un fronte altrimenti destinato a vincere, a testimonianza che quando si lavora per obiettivi di bene comune le divisioni non pagano mai. Bene a Quinto dove il sindaco uscente Renzo Segato ha vinto in tutti i seggi e ha saputo portare avanti un progetto che i cittadini hanno riconosciuto e premiato”.

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