Vicenza

Consiglio degli stranieri, per la destra è cosa finita

Dal Movimento Italia Sociale di Vicenza, riceviamo e pubblichiamo

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Vicenza – Qualcuno si ricorda del Consiglio delle cittadine e dei cittadini stranieri di Vicenza? Frutto di un approccio ideologico all’integrazione, fatto di slogan ed operazioni di facciata, avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni di Variati e della sinistra, strumento e voce degli stranieri residenti e soggiornanti in città per facilitarne le relazioni con l’amministrazione. Nato il 14 febbraio 2016 grazie ad una elezione-flop alla quale partecipò appena il 13% degli aventi diritto al voto, sulla carta è composto da 21 membri, due dei quali hanno diritto a partecipare, con funzione consultiva, al consiglio comunale.

Al tempo, noi del Movimento Italia Sociale Vicenza muovemmo aspre critiche al Consiglio degli stranieri, creato con spreco di denaro pubblico, per la sua natura palesemente discriminatoria: non ci risulta, infatti, che altri soggetti rappresentativi delle varie componenti e fasce deboli della società vicentina godano di simili corsie preferenziali. Ora, tornando all’oggi, ci chiediamo: che fine ha fatto questo potente strumento di integrazione ed inclusione, autentica chicca dell’amministrazione Variati, vanto dei vari Bulgarini, Sala, Bettiato Fava, Pupillo, tanto per citarne alcuni tra i più accesi sostenitori?

Dopo l’insediamento del marzo 2016, alla presenza di un gongolante vicesindaco, e la prima partecipazione al consiglio comunale dei due membri designati, le sporadiche notizie sul Consiglio degli stranieri ci hanno parlato solo di difficoltà operative (si contano rarissime riunioni) e di una produttività pari a zero. In poche parole, un fallimento su tutta la linea. Ciò detto ed alla luce del fatto che, da regolamento, il Consiglio è decaduto con la fine del mandato del sindaco Variati, crediamo che la vita travagliata ed inutile di questo pseudo-organo di rappresentanza sia da considerarsi conclusa.

Il nuovo sindaco Francesco Rucco e la nuova amministrazione avranno ben modo di recepire pareri ed istanze degli stranieri di Vicenza, consultando, al bisogno, le molte associazioni serie e strutturate che da anni operano in città. Inutile, dunque, prolungare l’esperienza del Consiglio delle cittadine e dei cittadini stranieri di Vicenza, concepito e realizzato unicamente per soddisfare i pruriti integrazionisti della sinistra salottiera cittadina e rivelatosi un autentico buco nell’acqua. Ci attendiamo, dal sindaco, chiarimenti sull’argomento.

Gian Luca Deghenghi – Movimento Italia Sociale Vicenza

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