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Coldiretti: “Maltempo piaga per il settore agricolo”

Vicenza – E’ stato pesantemente colpito, il vicentino, dal maltempo di questi giorni, soprattutto nella zona di Lonigo, particolarmente vocata per la viticoltura. Lo rende noto Coldiretti, mettendo in evidenza soprattutto i danni causati dalle forti precipitazioni che si sono abbattute sulla regione nella giornata di ieri. In questa fase stagionale è soprattutto la grandine l’evento più temuto dagli operatori del settore, perché causa danni irreversibili e provoca la perdita dell’intero raccolto dopo un anno di lavoro.

Martino Cerantola
Martino Cerantola

“L’andamento anomalo di quest’anno – commentano il presidente provinciale di Coldrietti Vicenza, Martino Cerantola, ed il direttore Roberto Palù –  conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto, che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Le precipitazioni primaverili sono importanti per ristabilire le scorte idriche necessarie per l’estate, ma l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento”.

Gli acquazzoni, invece, aggravano la situazione, con smottamenti, frane ed esondazioni su un territorio fragile come quello italiano, dove sono più di settemila i comuni complessivamente a rischio di frane ed alluvioni, l’88,3% del totale. “Un risultato – concludono Cerantola e Palù – provocato da un modello di sviluppo sbagliato, che negli ultimi 25 anni ha ridotto a meno di 13 milioni di ettari le aree agricole a vantaggio dell’abbandono e della cementificazione”.

Riguardo al maltempo di ieri, sisogna segnalare, prima di concludere, che il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha firmato questa mattina la dichiarazione relativa allo stato di crisi per gli eventi meteorologici che fra l’altro ieri, ieri e stamattina, hanno interessato varie zone della Regione. Per ora il decreto riguarda il territorio di Feltre e dintorni, la Valbelluna, il coneglianese e l’ alto trevigiano. “Il decreto rimane comunque aperto – spiega una nota di Palazzo Balbi -, in attesa che tutti i comuni possano effettuare e concludere il censimento dei danni”

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