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Calcio, tempi lunghi per il nuovo Vicenza

Vicenza – E’ un periodo molto strano e particolare quello attuale per il calcio vicentino. Dire che, nella nostra provincia, il mondo del pallone è diviso forse è eccessivo, tuttavia si è però certamente allargata la frattura tra Vicenza e la seconda città del territorio, Bassano del Grappa. Parlare di divisione è improprio (forse) perché non è paragonabile l’interesse ed il peso specifico che il calcio riveste nelle due città. Il capoluogo ha trascorsi di prestigio, con il Lanerossi Vicenza che ha scritto pagine di rilievo nella storia del calcio italiano, mentre nella città del ponte il pallone ha avuto, ed ha ancora, una tradizione ed un seguito molto più limitati.

Stefano Rosso
Stefano Rosso

Ed in questi giorni la famiglia Rosso, che ha appena acquistato il Vicenza Calcio, fallito durante l’ultima stagione, sta cercando di ricomporre questa frattura. Già proprietario del Bassano Virtus da parecchi anni, Renzo Rosso, come è noto, ha rilevato il club biancorosso e progetta di unire le due società calcistiche, che attualmente militano nello stesso campionato di serie C. Il proprietario della Diesel, dalla procedura fallimentare, ha acquistato solo il ramo d’azienda, escludendo il titolo sportivo per la partecipazione al prossimo campionato (che non poteva comprare perché già proprietario del Bassano) e pensando di usare, per la nuova futura società, quello della Virtus.

E’ quindi un trasferimento da Bassano a Vicenza di tutta la macchina del club: allenatore, direttore sportivo, lo staff ed il grosso dei giocatori, e di fatto la ragione sociale. Se a Vicenza, tutto questo, è stato salutato con favore e speranza, per la probabile rinascita di una società che è stata gestita male per molti anni e che finalmente ora è nelle mani di un imprenditore serio e capace, a Bassano la musica è ben diversa, e la famiglia Rosso è bersaglio spesso di invettive oggettivamente anche poco giustificabili dato che, in fondo, si parla soltanto di pallone.

Resta comunque l’amarezza dei tifosi bassanesi per quella che si teme essere una scomparsa del calcio da Bassano e di qui l’iniziativa (prima parteseconda parte) del presidente della Virtus, Stefano Rosso, figlio di Renzo, di parlare a tifosi e opinione pubblica per fare chiarezza. Non che vi siano novità, è ancora tutto da decidere, e si prevedono anche tempi lunghi, ma Rosso ha assicurato che la città di Bassano avrà il suo ruolo, ad esempio come fulcro per il settore giovanile. Certo è invece che la nuova squadra giocherà allo stadio Menti di Vicenza e vestirà i colori biancorossi.

Quanto al nome è ancora da decidere, sebbene il desiderio sia di quello di ritornare a quello amato da tutti di Lanerossi Vicenza. Il marchio Lanerossi, come si sa, appartiene alla famiglia Marzotto e ci sarebbero trattative in corso per il suo uso da parte del nuovo club. A Bassano intanto in molti auspicano che si vada verso un mantenimento in qualche modo della squadra di calcio locale. Difficile dire come, anche perchè il calcio, purtroppo, costa parecchio e non molti sono disposti a spendere senza averne un ritorno certo.

Da segnalare, prima di concludere, un appello, rivolto ieri dal curatore fallimentare del Vicenza Calcio Nerio De Bortoli alle famiglie dei ragazzi del settore giovanile biancorosso. “Nel corso di questi mesi – scrive De Bortoli -, che hanno coinciso con una delle più difficili parentesi che una azienda è chiamata a vivere e a gestire, si è cercato in tutti i modi di tutelare e privilegiare l’attività e l’operato del settore giovanile. Era quanto mai necessario dare fiducia e la giusta prospettiva ai nostri giovani, a tutti coloro che vestono con passione ed orgoglio questa maglia e che rappresentano il valore più importante, anche in chiave futura”.

“In questo momento – continua -, alla luce di una soluzione che non potrà che porre solide basi per uno sviluppo ed un incremento della qualità del calcio a Vicenza, porgo espressamente ai genitori dei ragazzi del vivaio questo accorato appello: chiedo una valutazione ragionata per la permanenza dei propri figli presso il Vicenza Calcio, a fronte di un nuovo corso che non potrà che essere caratterizzato da credibilità, professionalità e ambizione. Auspico che i numerosi giovani che lo compongono non possano che sentirsi ancor più orgogliosi di appartenere e crescere in questa grande famiglia biancorossa”. Il significato di questo appello è fin troppo chiaro: il settore giovanile della nuova società sarà bassanese, si cerca di evitare una emorragia di giovani calciatori da Vicenza.

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