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Francesco Rucco
Francesco Rucco

BpVi, Rucco: “Il silenzio del centrosinistra”

Vicenza – Al momento del crollo erano circa seimila gli azionisti vicentini della Banca Popolare di Vicenza e detenevano un totale di 10,5 milioni di azioni. Si può quindi dire che il danno economico alla città in termini di perdita di ricchezza sia stimabile tra i 650 e i 700 milioni di euro (i soci hanno quindi subito una perdita media di quasi 110 mila euro). In questa campagna elettorale è giusto dedicare un pensiero e un impegno di fronte alle famiglie che si sono impoverite, alle aziende che sono state danneggiate o distrutte dal crack Bpvi. In tutto questo dobbiamo denunciare il grave silenzio del centrosinistra e la mancata assunzione di responsabilità a livello politico e sociale a fronte del grave impatto economico della vicenda. Il disinteresse dell’amministrazione è confermato e dimostrata dal fatto che non sia stata avviata nessuna iniziativa a sostegno dei cittadini azionisti danneggiati.

Il nostro dovere è quello di promuovere azioni concrete per conoscere la dimensione del fenomeno in città attraverso un monitoraggio dell’impatto sui cittadini-azionisti, verificando ad esempio attraverso i servizi sociali se (e come) sia aumentata la richiesta di contributi economici per situazioni di difficoltà e/o disagio. E’ pur vero che” – continua Rucco – “non avendo competenze amministrative e strumenti di intervento diretti, il sindaco può farsi interprete e garante di un’azione politica di “sindacato di territorio” che metta in rete tutte le risorse politiche e istituzionali presenti sul territorio (parlamentari, consiglieri regionali, associazioni di categoria, ecc.) al fine di fare azione di lobby sul governo nazionale, unico soggetto istituzionale in grado di assumere provvedimenti concreti in favore dei cittadini danneggiati.

Sulla questione dell’accesso agli atti del processo richiesta dai nostri alleati di Fratelli d’Italia, va rimarcata l’importanza del valore della trasparenza e della conoscibilità dei documenti per la tutela dei propri interessi, ma è necessario verificare l’effettiva possibilità di intervenire sia in termini di costi che di modalità di accesso ad una quantità di documenti molto rilevante (si potrebbe pensare, ad esempio, ad una digitalizzazione di tutte le carte per ridurre i costi di riproduzione dei documenti).

Il trasferimento del processo ad altra sede, richiesto dalla difesa con la motivazione dell’incompatibilità ambientale (clima sfavorevole e ostile verso gli imputati), è un’offesa per la città – dove non si sono mai verificati fatti gravi tali da giustificare la richiesta – e uno sfregio morale che si aggiunge al danno economico.

Noi non abbiamo la bacchetta magica, ma il dramma degli azionisti della Banca Popolare è una ferita nella nostra città che non può essere trascurata. Noi non avevamo strumenti di governo per promuovere iniziative se non quelle della protesta, ma all’epoca città e provincia erano amministrate dal centrosinistra, il premier era Matteo Renzi e questo, senza polemica, va ricordato a pochi giorni dal voto, perché qualcuno dovrebbe chiedersi se in questa vicenda chi ne aveva la capacità abbia davvero fatto tutto il possibile per salvare la nostra banca. Io credo di no.

Francesco Rucco – Candidato sindaco di Vicenza

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