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“BpVi, la grande presa per i fondelli continua”

Vicenza – Ieri c’è stato un incontro pubblico tra l’associazione Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza, presieduta da Luigi Uguno e che rappresenta i soci truffati nel crac della banca vicentina, e i candidati sindaco di Vicenza Francesco Rucco e Otello Dalla Rosa. Pur essendo, questi due, i candidati delle coalizioni maggiori (centrodestre e centrosinistra) ed essendo esclusi per i noti (anzi, ignoti) motivi i 5 Stelle, va tuttavia ricordato che i candidati sindaco, nelle elezioni del 10 giugno a Vicenza, sono sei. Due su sei, dunque, gli invitati, e questo non deve essere piaciuto agli esclusi… Uno di essi, Andrea Maroso, interviene con alcune considerazioni taglienti…

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Per quanto ancora i soci truffati (dei quali, ahimè faccio parte) della Banca Popolare di Vicenza verranno derisi, sbeffeggiati, derubati e mortificati ancora? Ieri con tempismo perfetto l’associazione “Noi che bla bla bla” si è schierata con rappresentanti dei partiti politici italiani (dal primo all’ultimo visto che anche i 5 Stelle adesso simpatizzano per Dalla Rosa!) che hanno avvallato ogni strategia europea (Bce) e italica (bankitalia, consob, decreto Renzi) per portare alla rovina la nostra banca.

È singolare come proprio Ugone e soci abbiano rifiutato l’invito al convegno organizzato da Siamo Veneto, in aprile, al teatro San Marco, quando insieme alle altre associazioni e al consigliere regionale Guadagnini abbiamo fatto il punto della situazione sul percorso del fantomatico fondo istituito da Gentiloni e sui percorsi possibili (coinvolgimento dei revisori dei conti, ecc). Ci fu risposto che erano indipendenti dalla politica e tali volevano restare.

Fino a ieri, quando unilateralmente rispetto alle altre associazioni hanno organizzato un incontro con i due “grandi”, nel rispetto della par condicio tipico dei personaggi in cerca disperatamente di visibilità, visti gli scarsi risultati ottenuti finora (eccezion fatta per le centinaia di euro richieste ai soci).

Per fortuna Siamo Veneto ha le idee chiare: il primo atto del sindaco sarà un duro confronto col governo e Banca Intesa (in fin dei conti stanno guadagnando 500 milioni al mese con i mutui ex BpVi, soldi prestati da noi soci e che vanno ingrassare i bilanci Intesa), il pagamento dei 93 mila euro per accedere agli atti del processo e costituzione parte civile del Comune stesso, tavolo permanente con associazioni e ordine degli avvocati e relazione periodica alla cittadinanza sulle prossime azioni da intraprendere contro Bce, bankitalia, consob, revisori dei conti.

È inutile aspettare la magistratura italiota, non abbiamo ancora imparato che cane non mangia cane (e in questo caso mi scuso con il cane, nobile animale). Altro che contributi da parte del comune, sportello psicologico e supporto; da qui si capisce quanto Rucco e Dalla Rosa conoscano la materia, ma d’altra parte chi non è stato toccato da questa vicenda non può capire.

Andrea Maroso – Candidato sindaco di Siamo Veneto Vicenza

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