Il futuro di Vicenza

Bocciodromo: “No a Rucco e alla politica della paura”

Vicenza – “Contro la paura e la chiusura organizziamo la città che si oppone e resiste”. E’ la parola d’ordine del centro sociale Bocciodromo, di Vicenza, dopo la vittoria di Francesco Rucco e del centrodestra alle elezioni amministrative della città del 10 giugno. Il nuovo sindaco del resto, anche durante la campagna elettorale, non ha fatto mistero di voler rivedere il rapporto dell’ente pubblico con il centro sociale, che ha sede in uno spazio di proprietà comunale.

Quello che Rucco rimprovera al Bocciodromo è soprattutto di essere di fatto un soggetto politico, mentre, dice, sarebbe diverso se il centro socuiale si limitasse ad offrire un servizio alla comunità, ad esempio di tipo culturale. Gli attivisti ora rispondono parlando della necessità di fare una “opposizione sociale” ed hanno organizzato per martedì 19 giugno, alle 21, una assemblea pubblica che si terrà proprio nei locali del Bocciodromo. Si profila dunque una vero e proprio braccio di ferro…

“Dopo una campagna elettorale fra le più tristi della storia cittadina – si legge in una nota diffusa oggi dal centro sociale vicentino – lunedì mattina Vicenza si è svegliata con la destra al potere. I vicentini hanno votato con la pancia, conseguenza naturale di una campagna elettorale schiacciata sulla paura, il degrado e la percezione di insicurezza, cosa che non ha niente a che vedere con dati reali di delinquenza in città, che sono sempre più bassi. Ha vinto Francesco Rucco, ha vinto la paura. Il nuovo sindaco incarna la destra populista, quella che va a braccetto con i fascisti candidati nelle liste civiche per il cosiglio comunale, quelli finiti dentro lo scandalo dei post antisemiti, che si dovevano dimettere se eletti. Sembra invece che il nuovo sindaco si sia già rimangiato la promessa, passando ad altri la patata bollente”.

“Ha vinto l’immagine della città bomboniera, fatta di divieti e repressione in cui a farla da padrone sono i poteri forti, gli speculatori e i signori del cemento. Una città però non può essere un salotto, qualcosa di costruito artificialmente, asettico e ovattato, in cui tutto viene uniformato in nome di un decoro di facciata. Senza le realtà che la vivono, in una città rimane solo il freddo del cemento, ordinato, sicuro, ma morto. Vicenza, in questi anni, grazie a tante persone, è stata una realtà pulsante, con vie e piazze ricche di vita, proposte culurali e sociali che hanno aggregato e messo in relazione persone diverse, valorizzando la ricchezza che serve per affrontare le sfide di questo mondo sempre più preoccupante e complesso”.

“La sfida è qui ed ora – conclude il Bocciodromo -: rivoli d’acqua assieme contro il deserto, solidarietà contro repressione, vitalità contro mortificazione. Per vincere bisogna resistere assieme, costruendo l’opposzione sociale contro cui i barbari dovranno fare i conti fuori dal consiglio comunale. Resistere oggi vuol dire difendere quello che è stato costruito strappando al deserto, pezzetto per pezzetto, il diritto di vivere la città. Invitiamo tutte e tutti a discutere le modalità di un percorso che dia vita a una forte opposizione sociale in città”.

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