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Ancora sangue sul lavoro. Operaio muore in fonderia

Padova, morto uno degli operai ustionati

Padova – Non ce l’ha fatta purtroppo uno degli operai ustionati nell’incidente alle Acciaierie Venete di Cadova. Era successo il 13 maggio scorso quando, come si ricorderà, quattro addetti furono investiti da una vampata di calore proveniente dall’acciaio fuso di una siviera precipitata a terra, e per due di essi vi furono conseguenze devastanti. La vittima è Sergiu Todita, 40enne, che è spirato nella rada serata di ieri, poco prima di mezzanotte, dopo quasi un mese di agonia, per le ustioni su praticamente tutto il corpo.

Va anche segnalato che per questa ennesima tragedia sul lavoro ci sono anche degli indagati, ed ora l’accusa è di omicidio colposo. Todita, che era un dipendente delle acciaierie e viveva in Italia da vari anni ma era di origine moldava, era sposato ed aveva una figlia adolescente. Rimane un altro ferito in condizioni assai gravi, ed è Marian Bratu, romeno di 43 anni. ferite più lievi invece per gli altri due. Tra i primi, nel mondo politico, ad esprimere cordoglio per la morte di Todita, c’è Liberi e Uguali, molto attivo sul fronte della rivendicazione di una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il gruppo politico “si stringe alla famiglia – scrive in una nota -, agli amici ed ai colleghi di Sergiu Todita. Rinnoviamo la nostra solidarietà e vicinanza a Marian Bratu, che ancora lotta in ospedale tra la vita e la morte, e ribadiamo la nostra vicinanza a tutti i lavoratori di Acciaierie Venete: basta morti sul lavoro”. Liberi e Uguali segnala anche una sua iniziativa di domani, una cena di raccolta fondi a sostegno delle famiglie degli operai coinvolti nel tragico incidente del 13 maggio scorso. Si terrà alla Casa del popolo di Via Pontevigodarzere, dove ci sarà anche un incontro sul tema, dal titolo “Il lavoro! Ieri, oggi”, per altro si svolgerà a 34 anni esatti dall’ultimo comizio di Enrico Berlinguer a Padova.

Anche Potere al Popolo interviene oggi per partecipare al dramma di Sergiu Todita, morto “dopo atroci sofferenze – scrive in una nota il movimento della sinistra – perché il lavoro è sempre più insicuro, perché bisogna essere competitivi, perché la sicurezza è un costo che lorpadroni possono e devono abbattere”.

“Ricordiamo Sergiu Todita – continua la nota -, un lavoratore che lascia una famiglia e tutte le speranze per un futuro migliore. Ricordiamo che è uno dei tanti (oltre 300) che sono morti, spesso nell’indifferenza generale. Ricordiamo che nessuno di loro è morto per tragica fatalità. Ricordiamo con rabbia che non è il lavoro che uccide, ma la bramosia del guadagno e un sistema spaventoso che mette al primo posto il profitto. Ricordiamo e non restiamo indifferenti, rompiamo il silenzio urlando la nostra rabbia”.

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