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Zanetti: “Non si scherza con la crisi del commercio”

Vicenza – “Non si scherza con la crisi del commercio. È un tema troppo serio per affrontarlo con superficialità ed il sensazionalismo di qualche foto ad effetto”. Sono parole di Filippo Zanetti, candidato per il consiglio comunale di Vicenza nella lista Da Adesso in poi, che interviene così  nel dibattito aperto dal reportage fotografico di Caterina Soprana, candidata nella lista Rucco Sindaco (nella foto sopra, due degli scatti di Caterina Soprana).

Filippo Zanetti
Filippo Zanetti

“Ogni opinione è legittima e va rispettata – premette Zanetti –  ma su queste cose occorre partire dalla verità dei numeri. I dati ufficiali parlano chiaro. Nel 2017, guardando a tutto il territorio comunale, si sono registrate undici nuove aperture al mese. E non si tratta di un trend passeggero, perché guardando al triennio dal 2015 al 2017 le chiusure sono state 247, mentre le aperture sono state 300, il 21% in più”.

“Ci sono tante cose che è possibile e necessario fare per migliorare la situazione, ma la prima e la più utile è mettere a fuoco la realtà senza cedere a facili sensazionalismi per un pugno di preferenze in più. Serve un kit di azioni coordinate: ulteriori incentivi per gli esercenti che riportano un’attività commerciale nei negozi rimasti sfitti a lungo (come proposto dalla nostra coalizione con l’idea di azzerare per un anno le imposte locali per queste nuove attività); una maggiore attenzione rivolta ai negozi di vicinato, che nei quartieri sono anche un presidio sociale reale da mettere in rete con i servizi di assistenza comunali; proseguire sulla strada del sostegno agli esercenti che investono in eventi e attività sul territorio, facilitando la concessione del plateatico. Anche alcune norme urbanistiche possono incentivare i cambi di destinazione uso ad attività commerciale e a ostacolare che le vetrine si trasformino in garage”.

“Questi – conclude Zanetti – sono i numeri di Vicenza, in un quadro nazionale dove le chiusure dei pubblici esercizi superano le aperture e che in Veneto vede ovunque saldi negativi, con un picco registrato nella provincia di Verona, l’area oggi presa a modello dai sostenitori di Rucco”.

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