Voto a Vicenza, fascisti in lista. E’ solo retorica?

Vicenza – “Sieg Heil, svastiche, affermazioni razziste contro gli ebrei e gli omosessuali. Sono almeno una decina i candidati, distribuiti in tre delle liste che sostengono la corsa a sindaco del candidato di centrodestra Francesco Rucco che hanno postato o condiviso sui social network contenuti di questo tenore”. Lo scrive oggi il Giornale di Vicenza, in un ampia panoramica su questi aspetti poco edificanti delle liste di centro destra che partecipano alla competizione elettorale del 10 giugno, che darà a Vicenza un nuovo sindaco ed un nuovo consiglio comunale.

Il quotidiano di via Fermi riporta molti dettagli, spiegando che le liste “macchiate di nero razzista” sono Rucco sindaco, Vicenza ai vicentini e Fratelli d’Italia, tre delle sei che formano la coalizione. I post risalgono al passato, spiega l’articolo, ma come si sa la rete non perdona e non dimentica, e la traccia resta. Rucco ha preso le distanze dai contenuti di questi post, ammettendo che si era a conoscenza del fatto che alcune delle persone in lista provenivano dalla destra estrema, ma aggiungendo anche che “l’obiettivo era quello di aiutarli a completare una strada che già avevano iniziato e integrarli in un progetto importante”.

Qualcuno, in questa destra estrema, nello specifico Forza Nuova, si è affrettato ad intervenire parlando di una “sceneggiata che si ripete ad ogni elezione, quando i candidati della sinistra, perennemente a corto di argomentazioni, vanno a scavare nel privato dei candidati minori, cercando appigli per e dirottare l’attenzione su temi completamente estranei alla città. I vicentini certamente non avrebbero voluto che il già sterile scenario elettorale vicentino, cadesse sulla solita retorica tra fascisti e antifascisti, una metodologia a cui la sinistra, vicentina e non, ci ha abituati da anni, tra l’altro ottenendo pessimi risultati elettorali”.

“E’ successo ovunque – ricorda Daniele Beschin, coordinatore provinciale di Forza Nuova -. Non possiamo dimenticare la campagna d’odio a cui è stato oggetto il candidato sindaco Sboarina, a Verona, che, agli occhi della sinistra veronese era spalleggiato da temibili neonazisti, coinvolti nei più efferati episodi di razzismo e violenza. Fa sorridere che per i vicentini i problemi siano i post goliardici su facebook e non il degrado, non il traffico, non la criminalità diffusa e la presenza di un numero indefinito di clandestini in città. Fa sorridere pensare che per i vicentini il problema sia un post di dieci anni fa di un candidato, e non che Vicenza sia la città dove l’eroina viene venduta al miglior prezzo in Italia”.

A questo punto anche Forza Nuova cade nella retorica del fascismo e dell’antifascismo, ricordando come la sinistra abbia “finanziato e appoggiato le attività illecite del centro sociale Bocciodromo, nato e vissuto nelle più totali irregolarità, spalleggiato anche quando i baldi giovani dei centri sociali andavano a fare cortei non autorizzati e scontri in pieno centro con la polizia”, parole che in realtà, aggiungiamo noi, non sono solo retoriche, dato che lasciano trasparire intolleranza e prepotenza fascista.

“Dalla Rosa e compagni – conclude Beschin – spieghino ai vicentini il perchè Vicenza è caduta nel baratro dopo dieci anni di amministrazione di sinistra, tornino a confrontarsi non sui profili Facebook ma sui reali problemi della città e delle soluzioni per farvi fronte. Ricordiamo a Dalla Rosa che coloro che commissionavano dossier fantapolitici, a Verona, hanno finito per perdere le elezioni, proprio perchè la gente non è stupida e non si lascia condizionare da queste sterili polemiche, messe in atto da chi è in affanno e annusa l’aria del cambiamento”.

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