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Vinova: “Programma nato da ascolto e partecipazione”

Vicenza – “Partecipazione è prima di tutto informare, coinvolgere, ascoltare, condividere, collaborare e progettare”. E’ così che ha spiegato, Carla Spessato, candidata nella lista civica Vinova, il lavoro condotto in tema di ascolto e progettazione, prima con l’associazione e poi con la lista civica che sostiene Otello Dalla Rosa. Del resto è questa la missione che Vinòva si è data, promuovendo da due anni serate per approfondire i temi della città, workshop e incontri nei quartieri “per mettere in moto l’intelligenza collettiva e promuovere uno sviluppo sostenibile”.

Più specifica è stata Giulia Andreotti, anche lei candidata nella lista Vinova, che ha ricordato gli strumenti che si possono utilizzare, “dall’Open Space Technology al Word Cafè, alle Charrette, per facilitare – ha sottolineato – i processi decisionali e portare le idee ad essere progetti concreti per la trasformazione del nostro territorio. Questi strumenti sono spesso mutuati da analoghe pratiche di tipo aziendale, nate per valorizzare le competenze professionali e rendere più efficaci i processi decisionali in condizioni di complessità”.

“È importante –  è di nuovo Spessato a parlare – evidenziare come stimolare la partecipazione dei cittadini cambi il concetto stesso di governo del territorio. Si parte dalla consapevolezza che il sapere proviene dalla cittadinanza, la quale, molto spesso, oltre a conoscere i problemi, è capace di intravederne le soluzioni. Diventare un buon amministratore, quindi, vuol dire essere e sentirsi parte della comunità e non al di sopra, non vuol dire pretendere di sapere e saper fare più degli altri o di rappresentare l’interesse generale, ma al contrario, saper attingere dalle idee e dalle capacità diffuse, valorizzandole fino a renderle patrimonio collettivo”.

“Questo – ha infine osservato Stefano Monti, anche lui candidato nella civica che supporta Dalla Rosa – è quello che accade ormai in molte città del mondo, dove differenti professionalità (architetti, ingegneri, urbanisti, sociologi, avvocati, ecc.) svolgono il ruolo di facilitatori e coordinatori di processi di urbanistica partecipata. Come associazione e lista abbiamo già messo in pratica queste metodologie dimostrandone l’efficacia. Ne sono nate idee e proposte concrete che rispondono al sentire dei vicentini, non decise tra pochi e poi calate dall’alto sotto forma di contratto di berlusconiana memoria. Da queste linee è nato un programma e sono state poste le basi per uno stile dell’amministrare la cosa pubblica, dando forma e vita a questi processi grazie anche alla creazione di luoghi preposti, come gli Urban Center o le Case della città”.

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