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Vicenza, verso una provincia a Pfas zero

Vicenza – Il problema della contaminazione dell’acqua da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas) e le azioni da compiere per risolvere questa situazione sono state al centro di un incontro convocato per oggi pomeriggio a Vicenza dal presidente della Provincia, Achille Variati. Della questione dell’inquinamento idrico si è parlato anche ieri, in Regione, con l’approvazione, da parte della giunta, di una delibera che modificato il “Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta a sostanze perfluoro alchiliche”, del 2016.

Tornano ad oggi, a Palazzo Nievo, in Contrà Gazzolle, erano presenti Nicola Dell’Acqua, direttore generale di Arpav e commissario in pectore per l’emergenza Pfas, tutti i sindaci dei Comuni compresi nella zona rossa (Alonte, Agugliaro, Asigliano Veneto, Brendola, Lonigo, Noventa, Orgiano, Pojana Maggiore, Sarego, Val Liona), i gestori del servizio idrico integrato (Acque del Chiampo, AcqueVenete, Vi.Acqua), i Consigli di bacino (Bacchiglione e Valle del Chiampo) e il Comune di Trissino.

Dell’Acqua ha illustrato il sistema acquedottistico che porterà acqua pulita nelle zone contaminate. Un piano che prevede la realizzazione di nuove condotte e la sostituzione delle fonti di approvvigionamento dell’acqua attualmente impiegato (che necessitano di essere depurate con carboni attivi perché inquinate), con fonti pulite a Pfas zero, individuate in nuovi campi pozzi a nord della Valle dell’Agno, a Belfiore, in provincia di Verona, e a Fontaniva, nel padovano.

Un intervento che, nella sola parte emergenziale, vale 56,8milioni di euro e che verrà realizzato in tempi molto rapidi, così come ha assicurato Dell’Acqua, grazie alle deroghe che lo stato di emergenza permette. “Entro due anni dal 21 marzo 2018, data della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, le opere vedranno la luce”.

“Un risultato – ha proseguito – che si potrà raggiungere solo grazie a quanto finora fatto dalle amministrazioni e dai gestori dell’acqua che si sono occupati dell’emergenza. Ciò che è stato fatto in Veneto, in termini ambientali e sanitari, non l’ho visto da nessun’altra parte d’Italia. Ho trovato progetti pronti, alcuni addirittura appaltati, segno di un grande lavoro. Gli enti pubblici, tutti, hanno affrontato il problema con serietà e concretezza, intervenendo da subito, anche con importanti investimenti economici, e ponendo le basi per il piano che ora siamo in grado di realizzare”.

“Siamo a disposizione del commissario Dell’Acqua – ha aggiunto Variati – e apprendiamo con piacere che avrà presto anche un ufficio a Vicenza, così da stabilire un contatto diretto con le istituzioni locali e poter meglio monitorare l’avanzamento del piano. I sindaci hanno bisogno di non sentirsi soli nella gestione dell’emergenza Pfas e oggi abbiamo ribadito la nostra volontà di un’azione comune per una provincia a Pfas zero”.

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