Vicenza, nidi e materne presto con meno precari

Vicenza – Entro tre anni 45 lavoratori precari del settore delle scuole materne e degli asili nido di Vicenza saranno stabilizzati. Lo ha deliberato nei giorni scorsi la giunta comunale, un atto formale che dà concretezza quanto annunciato già da qualche mese con l’approvazione di uno specifico indirizzo politico relativo alle stabilizzazioni del personale precario in attuazione della legge Madia. Nella delibera si prevede che, oltre ai criteri previsti dalla legge per formare la graduatoria, si tenga tenuto conto anche dell’anzianità di servizio complessiva del lavoratore presso l’ente. Il percorso ora è tutto amministrativo: ci sarà un avviso pubblico, poi una commissione che formulerà una graduatoria. Il sindacato di base Cub promette di seguire attentamente le fari fasi e di tenere d’occhio quanto succederà

“Seguiremo l’intero iter – spiega in una nota – e ci mettiamo a disposizione di chiunque, iscritto e non iscritto, abbia necessità di spiegazioni, calcoli, ricorsi e quant’altro. Siamo convinti che questa stabilizzazione sani solo una parte del precariato presente in modo massiccio nelle scuole, nei nidi e nelle cucine centrali. L’attuale giunta comunale di Vicenza, al termine del suo mandato ha deliberato questo piano di stabilizzazione, più pressata dalla necessità di frenare costosissimi ricorsi legali che dalla genuina volontà di dare una stabilità ai lavoratori precari. Restano sul tappeto i troppi contratti giornalieri che negano diritti fondamentali dei lavoratori come il diritto alla malattia”.

“Con l’attuale amministrazione – continuano i sindacalisti – si è registrato un proliferare di contratti dirigenziali a termine, quelli sì costosi e affidati in spregio alle più elementari norme costituzionali e di fatto contestati dal Ministero dell’economia e delle finanze e dalla Corte dei conti. Da qui il nostro l’impegno di portare avanti la nostra battaglia a tutela del precariato vero e dei servizi pubblici. I servizi all’infanzia pubblici sono simboli di civiltà, e vanno tutelati con personale assunto stabilmente e non con contratti che negano diritti e nascondono sfruttamento”.

“La Cub – concludono -, con il consenso conquistato alle recenti elezioni per il rinnovo per le Rsu, ha un mandato ben preciso e continuerà la propria battaglia come ha sempre fatto, a fianco dei lavoratori al di là dei cambi di colore delle varie amministrazioni che si succedono nel tempo. La tutela dei servizi pubblici e dei lavoratori che li tengono in piedi per noi è da sempre una priorità”.

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