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Eivind Aarset
Eivind Aarset

Vicenza Jazz è di scena al Teatro Comunale

Vicenza – Doppio spettacolo al Teatro Comunale di Vicenza in questo giovedì 17 maggio al festival New Conversations Vicenza Jazz. La serata inizierà alle 21, con il trio composto dal chitarrista scandinavo Eivind Aarset, il percussionista Michele Rabbia e il trombonista Gianluca Petrella. Il testimone poi passerà al quintetto del trombettista Ralph Alessi, con Ravi Coltrane, sassofonista figlio d’arte dal cognome “pesantissimo”. Un’esplosione di lirismo è invece il quartetto “Viaggiando” di uno dei più eleganti contrabbassisti jazz nazionali, Rosario Bonaccorso, di scena alle 22 al Jazz Café Trivellato Bar Borsa. Gli altri componendi della band sono Fulvio Sigurtà (tromba), Roberto Taufic (chitarra) e Alessandro Paternesi (batteria).

È un incontro di spiriti affini quello tra Eivind Aarset, Gianluca Petrella e Michele Rabbia, tre musicisti che si muovono lungo i sottili confini tra gli stili della musica contemporanea. Affascinati dalle suggestioni dell’elettronica, riescono nel difficile compito di umanizzare le macchine, dando vita a una performance di grande intensità. Il chitarrista norvegese Eivind Aarset è uno dei protagonisti più creativi e interessanti dell’underground scandinavo.

La diversità delle fonti di ispirazione di Aarset (Jimi Hendrix, Deep Purple, Santana, Miles Davis, Mahavishnu Orchestra, Terje Rypdal) si riflette nell’altrettanto variegato panorama delle sue collaborazioni: da Ray Charles a Dee Dee Bridgewater, Ute Lemper, Mike Mainieri, Arild Andersen, Django Bates. Dopo esperienze anche in campo heavy metal, Aarset verso la metà degli anni ‘90 viene coinvolto nel giro di Bugge Wesseltoft, guru della musica improvvisata più alternativa di Oslo. Poi entra in pianta stabile nel gruppo di Nils Petter Molvær. Le sue prove da leader dimostrano come sappia prelevare spunti, ma anche contemporaneamente allontanarsi, sia dal jazz che dal rock.

Gianluca Petrella, nato nel 1975 a Bari, appena maggiorenne già collaborava con Roberto Ottaviano e Greg Osby. Prima del 2001, quando si aggiudica il referendum Top Jazz come “miglior nuovo talento”, la sua strada aveva già incrociato quella di Carla Bley e Steve Coleman. Da allora le collaborazioni si sono succedute in quantità, tali da essere difficilmente riassumibili e i premi sono fioccati a ciclo continuo.

Tra le sue più rimarchevoli partnership spicca quella con Enrico Rava, ma ha suonato anche con Lester Bowie, Roswell Rudd, Ray Anderson, Pat Metheny, Steven Bernstein, la Sun Ra Arkestra e, tra gli italiani, Paolo Fresu e Stefano Bollani. Ma quel che più conta sono le formazioni man mano ideate da Petrella: dagli Indigo 4 ai Tubolibre, il duo Soupstar con Giovanni Guidi, il quartetto Brass Bang (con Fresu, Steven Bernstein e Marcus Rojas). Quanto a Michele Rabbia (nato nel 1965) è un funambolico percussionista capace di trasformare l’arte del ritmo in un teatro del movimento. Membro degli Aires Tango di Javier Girotto, ha collaborato anche con Enrico Rava, Paolo Fresu, Peppe Servillo, Gianni Coscia, Rita Marcotulli, Antonello Salis, Michel Godard, Marc Ducret.

Il jazz di Ralph Alessi invece è progressista e sofisticato. Nato a San Francisco nel 1963 si è formato come trombettista classico, seguendo le orme del padre. Già attivo in campo cameristico e sinfonico, Alessi imbocca la strada della tromba jazz (ma è anche contrabbassista) per poi trasferirsi a New York, nel 1990. La scena downtown lo ha accolto a braccia aperte: Steve Coleman, Jason Moran, Don Byron, Ravi Coltrane, Fred Hersch, Uri Caine se lo sono conteso come collaboratore. Ma Alessi ha perseguito anche una sua attività da leader, soprattutto per eseguire le sue composizioni, capaci di spaziare dalla tradizione post-boppistica alla musica contemporanea.

Ravi Coltrane, nato nel 1965, secondogenito di Alice e John Coltrane, ha raccolto l’eredità del padre, imbracciando il sax tenore. Tra le sue prime esperienze musicali ci sono le collaborazioni con Elvin Jones e Rashied Ali, storici partner di John Coltrane. Ravi ha trovato la sua dimensione ideale nel jazz creativo newyorkese, collaborando frequentemente con Steve Coleman e pubblicando dischi per etichette di primo piano come Rca e Columbia, per poi approdare alla Blue Note. Una folta schiera di grandi musicisti lo ha voluto ospite dei propri gruppi: McCoy Tyner, Pharoah Sanders, Carlos Santana, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Chick Corea, John McLaughlin.

Infine, Rosario Bonaccorso, siciliano di 61 anni. I suoi “appunti di viaggio” hanno visto la luce discografica nel 2015, riallacciandosi in qualche modo nello spirito al precedente Travel Notes. Bonaccorso è da poco uscito allo scoperto, presentandosi in veste di leader dopo oltre venticinque anni di attività come sideman di lusso, rivelando così tutta la sua scioltezza espressiva, l’intonazione impeccabile, oltre alla capacità di far cantare il suo strumento e di cantare lui stesso. Tutte doti che trapelavano comunque chiaramente anche nelle sue numerose prove al fianco delle principali figure del jazz italiano.

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