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Uno scorcio di Gerusalemme

Vicenza, iniziative a favore del popolo palestinese

Vicenza – Si sono levate critiche significative, a Vicenza, per la la decisione di aver fatto partire quest’anno il Giro d’Italia da Israele. Il Comitato vicentino per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi ha infatti consegnato ieri una lettera al prefetto di Vicenza, come rappresentante del governo, segnalando l’inopportunità politica di questa scelta.

“Dopo la carneficina di palestinesi perpetrata in questi giorni dall’esercito di Israele – ha ricordato nella lettera il segretario della Cgil di Vicenza, Giampaolo Zanni,  – ancora più sciagurata e inaccettabile appare la scelta di aver dato lustro al governo israeliano facendo iniziare la prestigiosa gara ciclistica a tappe proprio in quel paese, che non rispetta le risoluzioni Onu e calpesta i diritti umani del popolo palestinese”.

All’incontro con il prefetto, per la Cgil, era presente il segretario organizzativo Giancarlo Puggioni. A capo della delegazione  c’era invece Miriam Gagliardi che coordina il comitato. Presenti anche varie associazioni, nello specifico Salaam Ragazzi dell’Ulivo, Fornaci Rosse, Pax Christi, Mir.

E sulla questione è intervenuto in queste ore anche il gruppo vicentino di  Potere al Popolo, che ricorda che sale di ora in ora il numero di giovani palestinesi uccisi dai soldati israeliani. “L’esercito israeliano – scrive Potere al Popolo – sta falcidiando vite su vite mentre l’Europa ed il mondo intero stanno a guardare. Non c’è pace e giustizia per i palestinesi, ogni giorno devono subire una nuova prepotenza, e tale è stata anche la partenza del giro d’Italia da Gerusalemme”.

“Così come un’ingiustizia enorme – continua il movimento della sinistra radicale – è la decisione di Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, la cui parte palestinese, Gerusalemme est, è bene ricordarlo, è illegalmente occupata da Israele dal lontano 1967. Gaza è una prigione a cielo aperto per più di due milioni di persone, dove le condizioni di vita sono insopportabili per la mancanza di risorse e le merci sono assenti per il blocco imposto da israele. Nella Cisgiordania è all’ordine del giorno il furto della terra palestinese da parte dei coloni israeliani”.

“A Gaza e in Cisgiordania, nonostante tutto, si continua a resistere ormai da 70 anni, contro ogni ragionevolezza, come il pugile messo al tappeto dieci volte che per dieci volte si rialza. Il popolo palestinese sta insegnando al mondo intero, pagando un prezzo altissimo, il suo indomito anelito di libertà e giustizia.E’ necessario qui e ora indignarsi tutti, pretendere che Israele venga processato per i suoi crimini e che si raggiunga una pace giusta. Non ci sarà mai pace senza giustizia che passa per il riconoscimento dei diritti negati del popolo palestinese”.

“Il 14 maggio 1948, le nazioni europee e gli Usa fecero nascere lo stato di Israele sulle terre palestinesi, un progetto coloniale americano nella penisola araba. In questi 70 anni, lo stato di Israele, profondamente antiarabo e finanziato lautamente dal congresso americano, non è riuscito a mettere al tappeto un popolo che oggi marcia affrontando le pallottole. Non sono cose lontane, non sono cose che non ci riguardano. In questi tempi di guerra evocata da più parti e combattuta in tanti luoghi, la polveriera mediorientale rischia di portare tutti nel baratro”. Resta da segnalare, prima di concludere, che Filippo Albertin, candidato sindaco di Potere al Popolo,  sarà presente alle iniziative organizzate a Vicenza a favore del popolo palestinese.

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