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Vicenza, Cub: “Il Front Office della vergogna”

Vicenza – “Il Front Office della vergogna”. Non usa mezzi termini il sindacato di base Cub di Vicenza per dare una propria descrizione del nuovo sportello unico per i cittadini di viale Torino, che unisce in una sola sede i principali servizi, e che è diventato operativo questa mattina. All’inaugurazione erano presenti anche alcuni rappresentanti della Cub, per esprimere, come sottolinea una nota della responsabile del sindacato, Maria Teresa Turetta, “solidarietà ai cittadini e ai lavoratori per il trasferimento forzoso degli uffici anagrafe e tributi”.

“Utenti imbufaliti, sala d’attesa strapiena e rumorosa, impiegati disturbati dalla confusione, dal brusio e dai telefoni che continuavano a squillare”. E’ questa la situazione registrata dal sindacato di base all’interno dei locali. “Il Front Office – prosegue la nota – è un progetto nato vecchio, l’open space non garantisce la dovuta privacy al cittadino. Non c’è spazio sufficiente nemmeno per gli archivi, gli utenti sono mischiati in modo innaturale e caotico in un edificio progettato in modo inadeguato per due settori, anagrafe e tributi, che hanno esigenze diverse”.

“Non daremo tregua all’amministrazione Variati ma nemmeno a quella che subentrerà: se non ci saranno ripensamenti su questo progetto, la Cub continuerà ad esprimere il proprio dissenso: i servizi vanno migliorati nei fatti non attraverso slogan di renziana memoria. I tre mesi di attesa per il rinnovo della carta di identità sono indegni per una pubblica amministrazione, vanno potenziate le anagrafi di quartiere se davvero si vuole venire incontro ai cittadini, invece Variati le sta chiudendo tutte, una ad una”.

“In più – conclude la nota – c’è un problema politico: con questo spostamento di uffici si completa la desertificazione del centro storico di Vicenza, creando un danno ingente agli esercizi commerciali e alla vivibilità della nostra città. Il Front Office è l’ennesima bugia che si vende ai cittadini all’approssimarsi della scadenza di fine mandato di questa giunta. Un’amministrazione che si è contraddistinta per il pantano organizzativo e il progetto del cosiddetto Front Office ne è la dimostrazione più lampante”.

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