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La base militare americana nell'area ex Dal Molin
La base militare americana, con davanti l'area ex Dal Molin

Vicenza, considerazioni sul Parco della Pace

Vicenza – In una serie di pronunciamenti nei giorni scorsi, il candidato sindaco di Vicenza Rucco e il consigliere uscente Cicero hanno ribadito il loro “no” al Parco della Pace, suscitando comprensibili reazioni negative in vari settori sociali e politici vicentini. Al punto che gli stessi hanno ritenuto, successivamente, di dover correggere il tiro. Senza, tuttavia, modificare la sostanza della loro posizione, in linea con la volontà che, anni fa, li spinse a favorire la costruzione della nuova base militare, presentata allora anche come motore di nuove attività economiche a Vicenza, di cui peraltro non c’è traccia.

Le strutture da essi riproposte per l’area in oggetto non tengono conto di una serie di evidenze. Fra le altre: in primo luogo, la fragilità del terreno, con falde acquifere superficiali; quindi, dal punto di vista istituzionale e finanziario, il vincolo sulla destinazione d’uso dell’area e dei fondi ad essa collegati; inoltre, il fatto che l’iter progettuale del Parco della Pace è ormai approdato alla fase esecutiva ed una sua interruzione comporterebbe probabili oneri finanziari che graverebbero sulla cittadinanza; ancora, l’improponibilità di una pista di volo costruita a fianco di una struttura militare statunitense, in quest’epoca, drammaticamente segnata dalle minacce terroristiche; le carenze del sistema viario circostante che renderebbero difficoltoso, se non impraticabile, il “pronto intervento” richiesto da centri preposti a far fronte alle emergenze (situazioni per le quali, comunque, è già previsto che l’area possa fungere da punto di raccolta di eventuali evacuati).

Ma, più in generale, ciò che colpisce – e forse, più conta nel contesto di questa campagna elettorale – è quanto sia difficile immaginare un futuro diverso per la nostra città, che non sia basato su nuove colate di cemento e asfalto; le cui conseguenze nell’area dell’ex aeroporto Dal Molin sarebbero alla fine un’ulteriore impermeabilizzazione del terreno, già gravemente compromesso dalla distruzione del sistema di drenaggio preesistente e dall’infissione di circa 3.800 pali tronco-conici di cemento su cui poggia l’imponente base militare.

Chi scrive ha avuto modo di approfondire la proposta del Parco della Pace, partecipando assiduamente al Tavolo della Partecipazione, istituito allo scopo nel 2013 con delibera comunale, confrontandosi con i progettisti su vari aspetti realizzativi in molte occasioni ed avanzando, in tal senso, proposte concrete che, pure, sono state tenute in considerazione. In questo senso, ci preme ribadire l’importanza di aver sottratto a servitù militare – altroché “compensazione”! – l’area oggi destinata a parco, riconvertendola ad uso civile e pubblico ed evitando così il rischio che venisse inglobata nelle nuove istallazioni militari oggi esistenti.

In contrasto, anche visivo, con queste ultime, gli oltre 60 ettari del Parco della Pace prospettano, piuttosto, una serie di potenzialità per la Vicenza di domani: un’area verde di cui le famiglie del Vicentino potranno usufruire; una possibile valvola di sfogo delle acque dei fiumi che scorrono a nord della città, in caso di alluvioni, svolgendo così una preziosa funzione idraulica anche in considerazione dei cambiamenti climatici globali in atto; uno spazio in cui svolgere attività culturali, ricreative e sportive, anche di massa, in grado anche di rappresentare un volano di sviluppo socio-economico locale e di autofinanziamento del Parco stesso; infine, un luogo in cui un pezzo di storia italiana dell’aviazione verrà valorizzato dal previsto Museo dell’Aria.

In questo senso, il Parco della Pace rappresenta una sfida che noi consideriamo positiva, creativa e innovativa, pur consapevoli della complessità dell’opera. Ne va della salvaguardia di un futuro di pace, socialità, rispetto dell’ambiente e sicurezza in generale per la nostra città.

Giancarlo Albera – Coordinamento dei Comitati Cittadini
Marco Cantarelli – Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo

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