Gli anni di piombo in Italia, in una foto di Paolo Pedrizzetti che ne è diventata l'icona
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Vicenza, alla Bertoliana si parla di terrorismo

Vicenza – Sarà presentato lunedì 21 maggio a Vicenza, a Palazzo Cordellina, in contrà Riale 12,  il volume “Il terrorismo di destra e di sinistra in Italia e in Europa. Storici e magistrati a confronto”, a cura di Carlo Fumian, ordinario di storia contemporanea all’Università di Padova, e Angelo Ventrone, docente di storia contemporanea a Macerata. L’incontro, il cui inzio è previsto alle 17, è organizzato dalla Biblioteca Bertoliana e da Istrevi e raccoglie gli atti dei due convegni internazionali sul terrorismo organizzati dal Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea dell’Università di Padova e dal Parlamento Europeo nel 2015 e nel 2016. Interverranno, insieme ai curatori, Pietro Calogero, già procuratore generale, e Carmelo Ruberto, procuratore della Repubblica di Rovigo.

“Sul quindicennio in cui il terrorismo politico rivoluzionario insanguinò il nostro Paese – si legge in una nota della Beroliana – è stato scritto molto, quasi sempre da angolature precise ma parziali o superficiali. Il merito del libro è quello di proporre un vasto giro di orizzonte, consentendo una più ampia visuale e una lettura più completa del fenomeno. Alle molte domande che è inevitabile porsi si suggeriscono risposte provenienti da soggetti che all’epoca hanno svolto ruoli diversi. Sotto il fuoco dei terroristi caddero infatti politici, sindacalisti, giornalisti e magistrati, così come molta gente comune, a partire da Piazza Fontana”.

“Quali malsani ideali spinsero alla lotta armata giovani di destra e di sinistra? E come mai Padova e il Veneto svolsero un ruolo tanto importante? Dopo aver indagato sulle origini culturali e storiche dei terrorismi (l’uso del plurale risulta più corretto), scopriremo che se da un lato il fenomeno durò in Italia assai più a lungo che in altri paesi europei come Francia e Germania, dall’altro la nostra giovane Repubblica oppose all’attacco terroristico proveniente da destra e da sinistra una resistenza o resilienza inaspettatamente compatte, smentendo i molti che dentro e fuori dall’Italia consideravano il nostro Paese assai più debole di altri di più antica costituzione sul piano della tenuta democratica”.

“Infine, senza scomodare il trito luogo comune sulla Storia maestra di vita, la riflessione sui fenomeni che hanno colpito le società occidentali nella seconda metà del secolo scorso possono forse aiutarci a non giudicare superficialmente, in modo ideologico o, peggio, fanatico, i nuovi terrorismi che oggi, ancora, ci colpiscono e inquietano, ma a tenere come punto di riferimento essenziale di ogni nostra considerazione quei valori di umana convivenza, di rispetto dell’uomo, anzi degli uomini, che vantiamo come preziosa e identitaria eredità del mondo occidentale, eredità che i migliori tra i nostri padri, spesso col sacrificio della loro vita, hanno saputo preservare dagli orrori dei due conflitti mondiali novecenteschi, entrambi nati in Europa.  E’ questa l’unica vera grande lezione impartita da quegli orrori”.

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