Veneto

Tutto il Veneto ricorda Ermanno Olmi

Venezia – Mentre ad Asiago è già stato proclamato il lutto cittadino, è unanime in tutto il Veneto oggi il cordoglio per la morte di Ermanno Olmi, maestro del cinema ma soprattutto cantore dei valori più autentici e della vita contadina. “Non solo il cinema, ma ancor più la cultura italiana gli deve molto – scrive ad esempio in una nota Cristiano Corazzari, assessore regionale alla cultura -. Il Veneto, terra nella quale Olmi aveva scelto di vivere da molti anni, gli sarà per sempre grato, e noi ora abbiamo l’impegno di tutelare e diffondere il patrimonio che ci ha lasciato”.

“Tra i tanti suoi capolavori che rimarranno nella storia della settima arte – sottolinea l’assessore –, voglio ricordare l’ultima sua fatica, Torneranno i prati, alla cui produzione ha contribuito anche la nostra Regione nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra. Anche in questo caso Olmi ha saputo raccontare in modo autentico le vicende di chi patì sulla propria pelle la tragedia di un conflitto terribile, una testimonianza da lui stesso raccolta da un vecchio pastore dell’Altopiano e trasformata in un’opera d’arte. Una storia ambientata nella terra veneta e raccontata con linguaggio originale linguaggio e grande sensibilità”.

Anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale, è intervenuto sulla scomparsa del regista. “Ermanno Olmi – ha scritto – è stato, con Zanzotto e Rigoni Stern, testimone di quella identità veneta aperta al mondo. Un regista capace di parlare al presente e di farsi carico dei suoi drammi, senza rinchiudersi dentro confini e senza costruire muri. Tra i suoi film ritengo importante ricordare anche Villaggio di cartone presentato a Venezia, nel 2011, che parla di alcuni migranti che si rifugiano in chiesa. Olmi è stato un regista che ha fatto poesia con il cinema. Ci mancherà”.

“Oggi Vicenza e il suo territorio piangono un vero maestro – ha invece scritto Achille Variati, presidente della Provincia e sindaco di Vicenza -. Olmi ha saputo raccontare la storia, la natura e soprattutto l’umanità di questa nostra terra con quel linguaggio poetico privo di retorica che è solo dei grandi. E, con la generosità propria dei grandi, per tutta la vita ha voluto condividere il suo genio creativo con i giovani, tramandando loro conoscenza e passione. Nel 2014 alla prima romana di Torneranno i prati, alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, fu un onore per me rappresentare i miei concittadini nell’occasione in cui, attraverso lo sguardo di Ermanno Olmi, le bellissime montagne dell’Altopiano di Asiago tornarono ad essere teatro del dramma della Grande Guerra, perché tutti potessero vedere e non dimenticare”.

Anche Bassano del Grappa esprime cordoglio per la scomparsa di Ermanno Olmi, e lo fa con il sindaco Riccardo Poletto, che ricorda come la città gli sia grata per la fondazione a Bassano della scuola Ipotesi Cinema, fucina di idee e di talenti alla quale si sono formati allievi divenuti poi importanti registi. “E sono davvero numerose – mette in evidenza Poletto – le persone che dalle sue idee hanno tratto insegnamenti in grado di cambiare le loro stesse esistenze. Ricordiamo l’uomo e il poeta delle immagini, in grado di trasformare le sue personali visioni in un patrimonio collettivo che ha arricchito noi stessi e il nostro paese e rivolgiamo un pensiero particolare, nel centenario della fine della Grande Guerra al suo film Torneranno i prati, girato sull’Altopiano che tanto amava”.

Infine il presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza Gaetano Thiene. “Con Ermanno Olmi – ricorda – se ne va una persona saggia, autentica, profonda, che anche nel suo lungo impegno per l’Accademia Olimpica, della quale è stato socio dal 1988, ha saputo comunicare  tanto l’umanità e la poesia della sua visione, quanto l’impegno e la coerenza vissuti come valori, sempre con misura, rispetto, autoironia. Oggi, nel salutarlo, ricordiamo una considerazione che facemmo nel 2012, quando fu proprio lui a chiudere all’Olimpico, con una conversazione, il nostro anno accademico, dicendo tra l’altro: Io credo che la mia vera data di nascita sia stata quando mio padre e mia madre si sono scambiati il primo sguardo d’amore. Ci accorgemmo, allora, di quanto nelle sue riflessioni fosse ricorrente la parola amore: ecco, è certamente questa l’eredità più preziosa che Ermanno Olmi lascia a tutti noi”. 

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