Un ristorante per fare truffe. Otto persone nei guai

Vicenza – Nella mattinata di lunedì 7 maggio il Nas dei carabinieri di Padova, assieme ai colleghi delle Compagnie di Vicenza, Schio, Thiene e Valdagno, ha eseguito otto perquisizioni nei confronti di altrettanti soggetti (tre di origine albanese e cinque italiani) tutti residenti nel vicentino, eseguendo nel contempo, nei confronti di quattro di questi, anche delle misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Vicenza per una serie di truffe.

Tutto aveva preso il via da una serie di accertamenti del Nas, a partire da agosto del 2017, quando, nell’ambito dei normali controlli sul commercio ittico, erano stato scoperti acquisti “anomali” operati a nome del ristorante “Il Veliero” di Marano Vicentino, che figurava come acquirente di quantitativi di pesce in misura sproporzionata rispetto alle normali esigenze di un ristorante, specie se si tiene conto che lo stesso aveva aperto nei primi mesi dello stesso anno.

Si è così giunti alla conclusione che il ristorante veniva nella sostanza gestito formalmente da un italiano della zona, ma in realtà serviva da attività di copertura per gli otto soggetti, uno dei quali, usato come “testa di legno”, aveva aperto sei conti correnti bancari ed uno postale presso filiali della zona, versando cifre irrisorie e ottenendo in tal modo i blocchetti degli assegni. Con gli assegni iniziava l’acquisto, ovviamente allo scoperto, sia di pesce che di attrezzature per la ristorazione (fornelli, forni, frigoriferi, banconi, ecc) che venivano poi rivendute in nero ad altri acquirenti.

In questo modo, venivano raggirati 42 fornitori (questi almeno sono quelli che sono stati individuati, probabilmente sono anche di più) nelle provincie di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e Venezia, per un controvalore di più di 200 mila euro i quali. I fornitori, una volta resisi conto della truffa, o non tentavano di essere risarciti oppure, se ponevano in essere tale tentativo, venivano “convinti” dalla forza intimidatoria del gruppo a “lasciar perdere”.

Questo sistema andava avanti fino alla fine di agosto del 2017 quando, evidentemente sparsasi la voce nell’ambiente, e comunque dopo che l’organizzazione era riuscita a racimolare una considerevole somma di denaro, il ristorante prima chiudeva per ferie, e poi ai primi di settembre cessava definitivamente l’attività. Il Nas ha informato di tutto questo la Procura di Vicenza ed il Gip ha concesso, per gli otto soggetti coinvolti, altrettante perquisizioni, riconoscendoli responsabili dei reati di associazione a delinquere pluriaggravata, truffa aggravata e continuata, furto aggravato, insolvenza fraudolenta, appropriazione indebita e ricettazione.

Per quattro di loro sono scattate le misure cautelari, in particolare i domiciliari per un albanese di 35 anni, residente a Schio, pregiudicato, l’obbligo di residenza a Valdagno per un italiano di 27 anni, valdagnese, obbligo di presentarsi ogni giorno ai carabinieri di Vicenza per un vicentino di 37 anni e stesso obbligo ma a Thiene per un altro italiano di 30 anni, residente a Zugliano. Da sottolineare infine che i carabinieri sollecitano eventuali altri soggetti fornitori, rimasti allo stato sconosciuti, a mettersi in contatto con gli uffici del Nas di Padova e presentare ulteriori denunce a carico dell’associazione di cui sopra.

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