Joe Lovano (Foto di Riccardo Contarin)
Joe Lovano (Foto di Riccardo Contarin)

I Sound Prints di Lovano e Douglas a Vicenza Jazz

Vicenza – Questo primo weekend dell’edizione 2018 del festival New Conversations Vicenza Jazz avrà come coronamento il concerto di domani sera, domenica 13 maggio, al Teatro Olimpico, alle 21. Sarà di scena il quintetto Sound Prints, codiretto dal sassofonista Joe Lovano e dal trombettista Dave Douglas, per un affondo nel cuore del jazz contemporaneo con due dei solisti più emblematici degli ultimi decenni. Completano la formazione Lawrence Fields (pianoforte), Linda Oh (contrabbasso), Joey Baron (batteria). Al Jazz Café Trivellato Bar Borsa, alle 22, si potrà invece ascoltare il groove dei Syncotribe guidati dal sassofonista Maurizio Giammarco. Gli altri membri del trio sono Luca Mannutza (organo) ed Enrico Morello (batteria).

Dave Douglas
Dave Douglas

Per quanto riguarda i protagonisti della serata dell’Olimpico, l’uscita del disco Scandal ha rilanciato l’attività di questa band, tutt’altro che occasionale. Il quintetto di Joe Lovano e Dave Douglas aveva già un precedente discografico: Sound Prints, dal nome della band, registrato live nel 2013, quando il gruppo, attivo dal 2011, era già ben rodato. Comunque Lovano e Douglas avevano più volte incrociato gli strumenti, dal vivo e su disco.

Douglas compare su Flights of Fancy: Trio Fascination Edition Two di Lovano, mentre entrambi sono stati membri del Sfjazz Collective, nel corso di ben tre stagioni dedicate ai repertori di Thelonious Monk, McCoy Tyner e Wayne Shorter. Shorter è del resto una sorta di nume tutelare del gruppo, tanto da avere scritto musica appositamente per esso, oltre ad essere una sensibile fonte di ispirazione per le pagine originali di Lovano e Douglas.

Nato a Cleveland nel 1952, Joe Lovano si è affermato sulla scena jazzistica senza bruciare le tappe, ma arrivando infine alla sommità della piramide. Oggi uno dei più famosi sassofonisti di estrazione post-boppistica, e incarna alla perfezione quel mix di titanica potenza e di scavo intellettuale che dai tempi di Coltrane si associa ai grandi tenoristi. La sua formazione si completa alla Berklee School of Music di Boston, dove tra i suoi compagni di corsi ci sono John Scofield, Bill Frisell e Kenny Werner, coi quali poi collaborerà.

I primi ingaggi di livello al termine degli studi sono con due organisti di celebrata maestria: Lonnie Smith e Jack McDuff. Negli anni settanta prende parte anche a vari tour con Woody Herman. Poi è la volta del trasferimento a New York, con l’arrivo della nuova decade. Fa parte dell’orchestra di Mel Lewis dal 1980 al 1992, della band di Paul Motian, del quartetto di Scofield, e si affianca a Elvin Jones, Carla Bley, Lee Konitz, Charlie Haden, Bob Brookmeyer. Le sue prime prove discografiche da leader si svolgono in Italia, per la Soul Note, e in Francia, su Label Bleu, ma è grazie al contratto con la Blue Note, iniziato nel 1991 e tutt’oggi in corso, che Lovano finalmente si impone come esponente di prima grandezza sulla scena internazionale.

Dave Douglas invece, 55enne originario del New Jersey, ci ha da tempo abituati a continue sorprese, tra jazz dentro e fuori dai canoni classici, klezmer, elettronica. Emerso nel corso degli anni Novanta, si è presto imposto come trombettista simbolo di quella zona jazzistica nella quale mainstream e avanguardia sfumano l’uno nell’altra. Parallelamente alla propria attività solistica, che ha dato vita a numerosi gruppi di successo, Douglas ha collaborato con i creativi newyorkesi più influenti degli ultimi decenni: John Zorn, Don Byron, Uri Caine, Bill Frisell, assieme ai quali ha plasmato un nuovo corso per la musica improvvisata.

La sua consacrazione internazionale di Douglas è avvenuta grazie a una serie di dischi realizzati per la Rca, ma va ricordato che il suo esordio discografico fu per un’etichetta italiana, la Soul Note, nel 1993. Oggi, dall’alto della sua posizione di trombettista pluripremiato, Douglas gestisce una propria label, la Greenleaf Music, con la quale produce anche altri musicisti.

Infine, Maurizio Giammarco, sassofonista, compositore e arrangiatore, è da oltre quarant’anni protagonista della scena jazzistica europea. Ha inciso e collaborato, tra gli altri, con Chet Baker, Lester Bowie, David Liebman, Phil Woods, Kenny Wheeler, Billy Cobham, Miroslav Vitous, Tom Harrell e, tra gli italiani, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Paolo Fresu. Varia anche la sua attività al servizio delle star del pop nazionale: Mina, Mia Martini, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Antonello Venditti, Francesco De Gregori.

Con il quartetto di jazz elettrico Lingomania ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti dalla critica e un notevole successo di pubblico. La sua attività spazia in diversi settori: didattica, composizione per opere teatrali, spettacoli di danza e colonne sonore per il cinema. Al centro del suo lavoro rimangono comunque la produzione discografica e l’attività concertistica. Negli ultimi anni Giammarco si è esibito soprattutto con il proprio gruppo, i Megatones. Lo troviamo ora alla guida dei Syncotribe, trio col quale aggiorna l’estetica del classico format dell’organ trio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *