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Schio, nuovo attacco di PrimaNoi contro Arcadia

Schio – Non demorde, a Schio, il comitato PrimaNoi nella sua battaglia contro il centro sociale Arcadia. Nelle settimane scorse il comitato, le cui posizioni politiche sono senza dubbio quelle della destra, aveva anche suggerito che si facesse un referendum tra i cittadini scledensi, per capire come muoversi e magari come far sloggiare i giovani del centro sociale (certamente su posizioni di sinistra) dai locali di via Lago di Tovel, presi in affitto dal comune, sembra, a canone agevolato.

Sulla proposta di referendum di PrimaNoi il sindaco di Schio, Valter Orsi, ha risposto ricordando che come amministrazione comunale, si stanno facendo approfondimenti, per verificare che le regole del contratto di locazione vengano rispettate. Orsi però avrebbe anche sottolineato che al momento è difficile formulare una proposta referendaria. Va ricirdato che l’attuale amministrazione scledense ha ereditato dalla precedente il contratto di locazione. L’associazione Arcadia, ha spiegato Orsi, non risulta iscritta alle associazioni politiche, non vi sono rapporti particolari in essere con i conduttori e gli atteggiamenti di alcuni componenti dell’associazione in argomento non sono ritenuti, dalle normative vigenti, sufficienti per una revoca unilaterale del contratto.

Evidentemente PrimaNoi si aspettava una risposta diversa dal Comune di Schio e per questo ritorna alla carica, aprendo in un certo senso una polemica anche con il primo cittadino scledense. “Non entro nel merito della proposta referendaria – scrive in una nota Claudia Pellizzari, avvocato di riferimento del comitato PrimaNoi – che rimane un’iniziativa proposta alla città propedeutica a sollevare una questione che al momento l’amministrazione comunale non sembra interessata ad approfondire veramente. Dopo la risposta insoddisfacente del sindaco, ci interessa ora sollevare un caso di natura giuridica, visto che, a nostro parere, esistono già i presupposti per aprire un contenzioso con le associazioni conduttrici dello stabile comunale”.

“Se Arcadia è ora un nome e non esiste come associazione – continua l’avvocato -, chi occupa l’immobile fa parte delle associazioni che hanno siglato il contratto di locazione e quindi le associazioni Studenti medi e universitari, Cinecoso, Altre Oltre, Agorà, Val Leo Gas. Quindi chi e cosa è Arcadia? Quali sono le attività che svolgono queste associazioni che hanno locato l’immobile che li legittimano a condurre lo stesso a canone agevolato? E il sindacato Adl Cobas che opera all’interno dell’immobile, è solo un nome fittizio come Arcadia?”

“Tra l’altro – sottolinea ancora Pellizzari -, il sindaco ci accusa di essere vaghi quando nell’istanza gli abbiamo presentato degli elementi ben noti e sui quali avrebbe dovuto intervenire d’ufficio. Per di più abbiamo chiesto di visionare il contratto di locazione per conoscere i dettagli che legano il Comune di Schio e le assoziazioni, ma ci è stato negato essendo un atto privato per il quale serve il consenso delle stesse associazioni. Il vago invece è lui che, pur sapendo come stanno le cose e avendo gli strumenti giuridici per farlo, si ostina tergiversare e a consentire che la pseudo associazione Arcadia continui ad esercitare attività politica attraverso uno spazio di proprietà comunale”.

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