Vicenza

Post fascisti, questione chiusa per il centrodestra

Vicenza – “Se gli argomenti per vincere le elezioni del centrosinistra sono caratterizzare la campagna elettorale con la polemica sui post fascisti siamo alla frutta”. Sono parole di Simona Siotto, candidata nella lista Rucco sindaco, che parla anche di un atto di condanna che “è già arrivato forte e chiaro”. La colazione di centrodestra dunque invita a prendere atto che la vicenda dei post fascisti su Facebook di alcuni candidati è risolta, con la posizione chiara espressa sia dallo stesso  Francesco Rucco che da chi lo sostiene. Se non lo si fa, sottolinea, vuol dire che si è in malafede. “Noi andiamo avanti – continua la Siotto – per presentare il nostro progetto alla città, non inseguiamo i veleni che ci lanciano addosso per coprire dieci anni di incompiute”.

“Se nelle prossime settimane  – aggiunge Roberta Albiero, candidata della Lega – dovremo ogni giorno ripetere la condanna ai post di alcuni di noi lo faremo, ma quante volte dobbiamo ripetere che prendiamo le distanze da quei comportamenti? Ci stiamo mettendo la nostra faccia e la nostra credibilità, conquistata in anni di professione, e la maggior parte di noi arriva dalla società civile. Accreditare il centrodestra come qualcosa di diverso da questo è una mistificazione che va rimandato al mittente”.

“Come lista di Forza Italia abbiamo già preso le distanze in tempo reale a tutti i livelli – precisa Ciro Ammendola, lista Forza Italia -. Ma anche se l’errore è stato fatto, sia le liste che il candidato sindaco hanno condannato quei post e i loro autori. Nella nostra lista non ci sono persone coinvolte in questa vicenda, ma non si può far finta di non vedere che la rottura con quegli atteggiamenti da parte degli interessati è netta. Ora parliamo delle cose da fare perché, con quello che ci lascia il centrosinistra in eredità, c’è un gran lavoro da fare. Sicurezza inesistente nei quartieri, viabilità impossibile, la tragedia della Banca Popolare di Vicenza, il fallimento del Vicenza Calcio e la svendita della Fiera sono i regali degli amici di Dalla Rosa e del Partito Democratico: è evidente che si sposta il flusso di cronaca sui post fascisti perché la lista degli errori è infinita.”

“La censura è arrivata subito, senza se e senza ma – aggiunge Stefano Scalabrino, candidato di Fratelli d’Italia -. Ora l’accanimento terapeutico di una sinistra senza argomenti sta diventando stucchevole. I professionisti della politica locale provino a spiegare ai vicentini se la città è meglio o peggio di come l’hanno trovata nel 2008. Basterà questo perché i vicentini mandino in archivio i dieci anni più inutili della storia amministrativa della città”

“Inutile nascondere l’imbarazzo per quello che si legge nei giornali, lascio però la questione a Francesco Rucco, di cui ho stima e fiducia e di cui conosco la correttezza – ha commentato Alessandro Lavarra, della lista Rucco sindaco -. Da candidato però, chiedo nel contempo visibilità per i nostri contenuti che con impegno abbiamo costruito e messo a disposizione della città. Solo giovedì sera, incassavamo i complimenti, della vice presidente della Commissione parlamentare per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, nostra ospite ad un evento, per la concretezza e la qualità della nostra visione sui temi dell’innovazione e semplificazione”.

“Tutti i giorni siamo sul territorio nel confronto minuzioso sugli aspetti della vita vicentina, dalle buche sulla strada ai temi economico sociali. Da adesso ci farebbe piacere essere ascoltati. Noi non siamo davanti al computer a cercare post imbarazzanti di otto anni fa o a sentire che canzone ascoltano i nostri colleghi duranti gli applausi ai loro eventi, noi siamo a svolgere quei lavori su cui abbiamo costruito le competenze e le professionalità che oggi portiamo nei programmi della lista Rucco Sindaco, siamo a praticare quegli sport di cui vogliamo divulgare i valori e a sostenerne la partecipazione, siamo al lavoro per aggregare tecnici ed esperti di ogni colore uniti dallo scopo di contribuire al miglioramento della città in tutti i suoi risvolti: dalla viabilità alla cultura, siamo a vivere la città, a interrogarci assieme ai nostri vicini o ai negozianti sotto casa su come garantire il decoro e il lavoro che abbiamo perso. Noi non siamo dalla vostra parte, noi siamo voi. Venite a conoscerci”.

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