La mappa dell’inquinamento da Pfas in Veneto
La mappa dell’inquinamento da Pfas in Veneto

Pfas, ampliata la mappa della sorveglianza

Venezia – Cambia la mappa delle aree del Veneto oggetto di attenzione per la contaminazione da Pfas. Si ampliano, in altre parole le Aree d’impatto e di attenzione, a cominciare dalla così detta Zona Rossa, e si allarga a quella pediatrica anche lo screening sulla popolazione. Lo ha deciso oggi la giunta regionale, con l’approvazione di una delibera, su proposta dell’assessore alla sanità, Luca Coletto, che ha apportato modifiche al “Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta a sostanze perfluoroalchiliche (Pfas)”, del 2016.

Il piano prevede un percorso di prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico delle patologie cronico degenerative potenzialmente associate a Pfas, attraverso la determinazione su siero di parametri ematochimici definiti e la determinazione delle concentrazioni di dodici  sostanze Pfas per valutare il loro bioaccumulo nei soggetti valutati.

Con l’atto approvato oggi, sono state ridefinite l’Area di impatto (Area Rossa A e B), l’Area riferita alle captazioni autonome ad uso potabile (Area Arancione) e l’Area di attenzione (Area Gialla), ricomprendendo al loro interno nuovi comuni o parti di comuni rispetto a quelli già individuati con la delibera del 2016, individuati sulla base dei limiti geografici comunali, ma con un metodo più preciso basato sulla identificazione della rete idrica di distribuzione .

Nella nuova “Area Rossa A” sono compresi: Alonte (VI), Asigliano Veneto (VI), Brendola (VI), Cologna Veneta (VR), Lonigo (VI), Montagnana (PD), Noventa Vicentina (VI), Orgiano (VI-nuovo), Poiana Maggiore (VI), Pressana (VR), Roveredo di Guà (VR), Sarego (VI), Zimella (VR).

Nella nuova “Area Rossa B” sono, invece, ricompresi: una frazione minima del Comune di Agugliaro (VI-nuovo), Albaredo d’Adige (VR), Arcole (VR), Bevilacqua (VR), Bonavigo (VR), parzialmente il Comune di Borgo Veneto (PD-nuovo), Boschi Sant’Anna (VR), parzialmente il Comune di Casale di Scodosia (PD-nuovo), Legnago (VR), una frazione minima del Comune di Lozzo Atestino (PD-nuovo), una frazione minima (Catena) del Comune di Megliadino San Vitale (PD-nuovo), una frazione minima del Comune di Merlara (PD-nuovo), Minerbe (VR), Terrazzo (VR), Urbana (PD), parzialmente il Comune di Val Liona (VI-nuovo), Veronella (VR).

Sono poi stati anche ridefiniti i confini di estensione dell’Area Arancione, attraverso la ricostruzione aggiornata del plume di inquinamento a cui si è aggiunta una ulteriore fascia perimetrale cautelativa di 500 metri di ampiezza, in considerazione dell’incertezza nella misurazione e delle possibili variazioni geometriche del plume, in relazione a fattori idrochimici, idrologici e storici.

Quindi, nella nuova “Area Arancione” sono compresi i seguenti Comuni: parzialmente il Comune di Altavilla Vicentina (VI), una frazione minima del Comune di Arcugnano (VI), parzialmente il Comune di Arzignano (VI) (Confine est), parzialmente il Comune di Creazzo (VI), una frazione minima del Comune di Gambellara (VI), parzialmente il Comune di Montebello Vicentino (VI), parzialmente il Comune di Montecchio Maggiore (VI), una frazione minima del Comune di Monteviale (VI), parzialmente il Comune di San Bonifacio (VR) (Locara- Lobia), parzialmente il Comune di Sovizzo (VI), parzialmente il Comune di Trissino (VI) (Colombara), parzialmente il Comune di Vicenza (Vicenza Ovest).

Da ultimo, è stata modificata l’Area Gialla (area di attenzione), come di seguito descritto: Agna (PD), una frazione maggiore di Agugliaro (VI), Albettone (VI), Anguillara Veneta (PD), una frazione maggiore di Arcugnano (VI), Arre (PD), Bagnoli di Sopra (PD), Baone (PD), Barbarano Mossano (VI), Battaglia Terme (PD), Campiglia dei Berici (VI), parzialmente Casale di Scodosia (PD), Castegnero (VI), Castelbaldo (PD), Cavarzere (VE), Cervarese Santa Croce (PD), Cinto Euganeo (PD), Cona (VE), Conselve (PD), Este (PD), Granze (PD), Longare (VI), una frazione maggiore di Lozzo Atestino (PD), Masi (PD), una frazione maggiore di Megliadino San Vitale (PD), una frazione maggiore di Merlara (PD), Monselice (PD), Montegaldella (VI), Nanto (VI), Pernumia (PD), Piacenza d’Adige (PD), Pozzonovo (PD), Rovolon (PD), San Pietro Viminario (PD), Sant’Elena (PD), Sant’Urbano (PD), Solesino (PD), Sossano (VI), Tribano (PD), parzialmente Val Liona (VI), Vescovana (PD), Vighizzolo d’Este (PD), Villa Estense (PD), Villaga (VI), Vo’ (PD). Resta infine invariata l’Area Verde.

“Sulla base dell’esperienza acquisita nel primo periodo di avvio della sorveglianza – spiega inoltre una nota di Palazzo Balbi -, e al fine di migliorare il flusso comunicativo con la popolazione coinvolta, con la nuova delibera si è reso necessario procedere anche ad un aggiornamento della procedura organizzativa di invito e di somministrazione del questionario, rispetto al percorso di chiamata attiva della popolazione target. Inoltre, con riferimento al sottogruppo della popolazione dei lavoratori ed ex-lavoratori della ditta Miteni, di Trissino, continua la loro chiamata attiva di cui alla delibera 1191 dell’agosto del 2017, che ha esteso anche a questi soggetti molto esposti il Piano di sorveglianza sanitaria”.

Inoltre, come dicevamo, sulla base dei dati del primo anno di sorveglianza, la giunta regionale ha ritenuto opportuno estendere il Piano di sorveglianza sanitaria anche alla popolazione pediatrica residente nell’area di massima esposizione, invitando attivamente i bambini di 9 e 10 anni (coorti 2009-2008) e gli adolescenti di 15 anni di età (coorte 2003). “L’intervento sottolinea la Regione Veneto – seguirà i principi ispiratori del Piano di sorveglianza sanitaria già in essere, ponendosi come obiettivo la prevenzione e individuazione precoce delle alterazioni endocrino metaboliche potenzialmente associate all’esposizione a Pfas e ad altri fattori di rischio genetici e comportamentali”.

“In cinque anni si raggiungerà il saldo delle coorti coprendo tutti i nati dal 2014, anno di piena funzionalità dei filtri a carboni attivi, con conseguentemente significativo abbattimento delle sostanze Pfas presenti nelle acque potabili. Se nell’ambito del biomonitoraggio si dovesse mantenere elevata la concentrazione di Pfas nel plasma dei soggetti testati, la chiamata attiva continuerà a regime con la coorte dei nati del 2015. Infine, nella nuova delibera si è precisato che ai soggetti che hanno effettuato il primo studio di biomonitoraggio con la collaborazione dell’Istituto superiore di sanità, sarà effettuato dopo almeno 24 mesi il controllo delle sostanze Pfas e degli esami ematochimici offerti attualmente alla popolazione presa in carico. Saranno chiamati anche quei soggetti dell’area di controllo già coinvolti”.

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