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Pedemontana, Zanoni (Pd): “Si rischia il dissesto”

Venezia – “Il silenzio della Regione Veneto sulla Superstrada Pedemontana deve finire anche perché in ballo ci sono tanti, troppi, soldi pubblici e rischiamo il dissesto finanziario. Anche per questo è urgente che i rappresentanti del Codacons vengano ascoltati in Seconda commissione. Proprio oggi, come esponenti di minoranza, abbiamo depositato la richiesta”. A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione ambiente Andrea Zanoni che ha sempre denunciato le numerose controindicazioni legate alla realizzazione dell’infrastruttura.

“Insieme agli altri esponenti della minoranza – ha ricordato -, il nostro capogruppo Stefano Fracasso, Piero Ruzzante (Leu), Cristina Guarda (Amp) e Manuel Brusco (M5s) abbiamo chiesto la convocazione di una seduta ad hoc, con all’ordine del giorno l’audizione dell’associazione dei consumatori. I termini per rispondere a dubbi e criticità sollevate dalla Corte dei Conti sulla Superstrada Pedemontana sono scaduti da quasi venti giorni eppure né Zaia né i suoi assessori si sono espressi. Aspettano che siano passate le elezioni amministrative? Con la nuova convenzione, tutta sbilanciata a favore del concessionario che si è mostrato fin qui inadempiente, le casse pubbliche sono in pericolo”.

“La differenza – spiega Zanoni – tra il canone da versare a Sis in 39 anni e gli incassi da pedaggi è minima (12.1 miliardi contro 12.7), nonostante le stime dei flussi di traffico siano decisamente ottimiste. In realtà, secondo la Cassa depositi e prestiti e la Banca europea per gli investimenti, gli introiti saranno poco più della metà di quanto posto a base del piano industriale. Ogni anno, un nuovo nato rischia di avere come regalo un debito di 2500 euro. E questo è solo uno dei rilievi della magistratura contabile, che ha inviato alla Regione un dettagliato rapporto di 290 pagine con una serie di criticità che dovevano trovare risposta entro il 23 aprile: dallo slittamento del cronoprogramma alle procedure per gli espropri, passando per le opere complementari e l’enorme aumento dei costi”.

“Zaia però continua a tacere – protesta il vicepresidente della commissione Ambiente -. Il presidente non ha parlato né per rassicurare la Corte del Conti, né per spiegare come mai non intenda ottemperare ai rilievi. Intanto i lavori vanno avanti, con il rischio poi di non poter tornare indietro indipendentemente dalle conseguenze. Cifre alla mano si parla di un potenziale crac pari a due volte il Mose. Le preoccupazioni del Codacons, che lo scorso agosto ha presentato ricorso al Tar contro la Pedemontana, sono quindi fondate: la Regione deve ascoltarle e apportare, finché è in tempo, tutti i correttivi necessari per evitare un altro disastro annunciato”.

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