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Militanti dell'Isis - Foto Day Donaldson (CC 2.0)
Militanti dell'Isis - Foto Day Donaldson (CC 2.0)

Operazione foreign fighters anche nel vicentino

Brescia – L’hanno chiamata Operazione foreign fighters e, portandola a termine, gli uomini della Guardia di Finanza di Brescia hanno arrestato dieci persone, tutte di origine siriana e parte di un’associazione a delinquere transnazionale  dedita ai reati di riciclaggio, autoriclaggio, abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento. Si parla anche di finanziamento di gruppi terroristici di matrice islamica. Tutto questo dopo articolate indagini che i finanzieri hanno condotto coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Brescia. Sionoi state anche effettuate almeno venti perquisizioni domiciliari, anche nella nostra regione, oltre che in Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna. Nel vicentino risulta esserci un indagato, un uomo immigrato residente a Gambugliano.

Le indagini, avviate nel 2015, hanno preso spunto dall’analisi di flussi finanziari passato dal circuito dei money transfer. Sin da subito, l’attività investigativa ha consentito di delineare, accanto all’esistenza di una struttura criminale di origine islamica stanziata in Brianza ed attiva nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in Europa, una incessante attività di raccolta e di trasferimento di denaro, anche attraverso il canale non convenzionale Hawala.

Il flusso di denaro riconducibile alle movimentazioni Hawala, stimato in oltre due milioni di euro, veniva butilizzato anche per l’effettuazione di attività di riciclaggio oltre ché per il finanziamento di gruppi terroristici vicini alla organizzazione “Al-Nusra”. In effetti in alcune conversazioni telefoniche intercettate, sono emerse circostanze relative alla presenza di uomini dell’organizzazione nelle zone calde della Siria per l’effettuazione dei trasferimenti di denaro a favore di ribelli antigovernativi contigui ad ambienti terroristici.

Personaggio di spicco dell’organizzazione è risultato Anwar Daadoue, alias Abou Murad, stanziato in Svezia nella città di Norrköping, che avrebbe gestito l’attività di trasferimento, al di fuori del sistema bancario, di ingenti somme di denaro contante. Daadoue era coadiuvato in questa attività da Subhi Chdid, detto Abou Alì, domiciliato in Turchia, assieme al fratello Hamoud Chadid e ad Abdulrahman Abou Daher.

Ulteriori movimentazioni di denaro erano inoltre realizzate anche da un diverso gruppo criminale facente capo al cittadino siriano Salmoalias Bazzka (Abou Mahmoud), stanziato in Ungheria, con la collaborazione di Alaa Bazkka, Ahmed Hakim e Rabi Haidara, in contatto con la precedente consorteria criminale per il tramite di Mouayadalias Said Ahmad (Abou Hamze), uomo di fiducia di Subhi Chdid ed in contatto con vari personaggi in Siria tra cui il fratello impegnato personalmente nel conflitto civile.

In tale contesto investigativo, il Servizio Centrale Ico ha inoltre avviato un’operazione speciale sotto copertura, in collaborazione con i servizi di sicurezza nazionali (Aisi), che ha permesso di avvicinare un importante membro dell’organizzazione criminale, Ayoub Chaddad, acquisendone la fiducia e consentendo di impossessarsi di importanti notizie relative al suo ruolo di deputato, per conto dell’organizzazione investigata, alla raccolta del denaro ed alla sua movimentazione per le attività di finanziamento al terrorismo internazionale, provando anche i suoi trascorsi di foreign fighter ed i suoi collegamenti con combattenti impegnati nel conflitto siriano tra le schiere di fazioni islamiste antigovernative. Un contributo determinante è stato fornito dall’Aisi (Agenzia di informazioni sulla sicurezza interna), che ha permesso di comprendere a fondo le metodologie utilizzate dagli indagati per effettuare i trasferimenti di danaro a beneficio delle fazioni terroristiche cui risultavano legati.

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