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Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti

Gruppi No Pfas: bene Dall’Acqua commissario

Vicenza – “Accogliamo con soddisfazione la quasi certa nomina di Nicola Dell’Acqua a Commissario straordinario per l’emergenza Pfas in Veneto. Il dg di Arpav, nell’assenza di una seria cabina di regia, negli ultimi mesi ha già di fatto ricoperto questo ruolo, pur senza poteri. Siamo sicuri che ora con tutti i poteri operativi conferiti dalla nomina, potrà proseguire senza retromarce per la risoluzione di questa disastrosa situazione ambientale e sanitaria. Continueremo a vigilare, sollecitare e collaborare affinché si possa giungere ad una soluzione nel più breve tempo possibile”.

E’ quanto scrivono oggi in una nota associazioni ambientalisti e comitati di cittadini impegnati nella ricerca di una soluzione all’emergenza Pfas nel nostro territorio. Si rivolgono anche ai sindaci, ai medici ed ai pediatri, ed a firmare il ducumento, oltre alle varie sezioni territoriali di Legambiente, sono Viverbio Gas Lonigo, Gas Creazzo, Rete Gas Vicentina, Acli Montagnana, Associazione No alla Centrale, Acqua bene comune Vicenza, Comitato vicentino No Ecomafie, gruppi Mamme NoPfas.

La situazione della contaminazione da Pfas del Veneto è definita “disastrosa e ancora sottovalutata dalla politica” che, secondo le associazioni, starebbe reagendo con inerzia “solo perché messa all’angolo da anni di vertenzialità della società civile oltre che dalle approfondite indagini degli organi inquirenti che ci auguriamo portino ad individuare presto tutte le responsabilità di questo inquinamento. Un inquinamento rilevante – continuano – delle falde acquifere del vicentino che, vale la pena ricordare, è stato oggetto di attenzione da parte degli amministratori solo a partire dal 2013, a seguito delle indagine condotte e pubblicate dal Cnr ma di cui la politica nostrana è apaticamente a conoscenza almeno dal 2010”.

A preoccupare ulteriormente i cittadini sono i primi risultati dello screening sanitario sulla popolazione che ha confermato l’allarmante situazione di inquinamento da perfluorati alchilici. “Risultati – si legge ancora nella nota – che non sono però accompagnati da una sufficiente attenzione ed adesione da parte dei cittadini chiamati, che per ora risultano essere sotto la soglia del 50%”. Per questo associazioni, comitati, genitori e cittadini hanno scritto ai sindaci ed ai medici di base e pediatri della zona rossa, chiedendo ai primi una maggiore promozione pubblica dello screening in corso ed ai secondo di prendere una posizione di supporto verso il biomonitoraggio, fornendo tutte le informazioni conosciute e utili sui Pfas ai proprio assistiti.

“I cittadini si stanno dunque dimostrano fondamentali nell’indirizzare operato e decisioni della politica che tardano ad arrivare, per questo è necessario e urgente avviare subito i tavoli di confronto tematici e periodici che stiamo chiedendo dal 2016 per evitare, almeno da ora in avanti, strumentalizzazioni e disinformazioni che rallentano i processi. Vogliamo ricordare che sono passati già sei mesi da quando gli assessori regionali Coletto e Bottacin di fronte alle oltre 14mila firme di cittadini veneti inquinati dai pfas, confermarono finalmente l’avvio di questo tavolo, ma stiamo ancora aspettando. Per questo ci troviamo costretti ad agire direttamente”.

“Speriamo che ora, con i poteri conferiti al commissario straordinario, si possa finalmente affrontare con la serietà e la rapidità dovuta a quello che pare essere un disastro ambientale dalle importanti ricadute sanitarie e sociali. Ribadiamo anche come sia fondamentale che il commissario acceleri la fase operativa di spostamento delle prese dell’acquedotto e si impegni a dare tempi e modalità certe per la fase di caratterizzazione e bonifica della fonte dell’inquinamento che, sebbene prioritaria, rischia di passare in secondo piano a causa della mancanza di scadenze certe e di una regia autorevole: la falda acquifera continua oggi ad essere sottoposta all’inquinamento ed alla contaminazione da Pfas”.

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